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LA REPUBBLICA 22/12/2019

Omaggio a Zeffirelli la scenografia in una rivista online

CASA DEL CINEMA

Una serata-evento alla Casa del Cinema per presentare la versione online della rivista "Scenografia&Costume" dell'Associazione Italiana Scenografi Costumisti e Arredatori, nata nel 2012 in forma cartacea da un'idea di Lorenzo Baraldi con Alida Cappellini e Giovanni Licheri, e ora su Internet per raggiungere un pubblico maggiore.

Alle 18.30 l'appuntamento con un omaggio a Piero Tosi e Franco Zeffirelli,scomparsi nel 2019, e letestimonianze di chi ha lavorato con loro come Dino Trappetti,Caterina d'Amico, Gabriella Pescucci, Milena Canonero, Maurizio Millenotti, Pippo Zeffirelli, Nicoletta Ercole, Alberto Spiazzi e Marco Gandini.

Attesi anche, fra gli altri, Monica Guerritore e Neri Parenti.

-cecilia cirinei

Articolo su LA REPUBBLICA


IL MESSAGGERO 23/12/2019

Scenografia e costume tra le righe

L'INCONTRO

E' nata una stella, la versione on-line della rivista di scenografia e costume voluta da scenografi,costumisti e arredatori. In tanti hanno testimoniato la loro presenza alla serata di presentazione Villa Borghese come Italo Moscati, Michele Mirabella, Neri Parenti, il presidente della Fondazione Tirelli, Dino Trappetti, Caterina D'Amico, Andrea Viotti, il costumista di Ozpetek Alessandro Lai e lo scenografo Tonino Zera che ha vinto il David per" La Pazza gioia". Un emozionato Carlo Poggioli, costumista di Paolo Sorrentino ha evidenziato come la rivista voglia "far conoscere anche ai non adetti ai lavori il contributo indispensabile che i mestieri del cinema, come quelli del teatro e della tv, danno in ogni opera creativa: mestieri che senza Franco e Piero non sarebbero come li conosciamo".

Il magazine, nato da un'idea di Lorenzo Baraldi, storico fondatore dell'associazione, con Alida Cappellini e Giovanni Licheri, è stato creato per far conoscere all'estero, il prezioso lavoro dei protagonisti del dietro le quinte: professionisti i cui nomi sono spesso legati a produzioni cinematografiche, teatrali e televisive nazionali e internazionali.

Ad aprire questo numero speciale, un omeggio a Piero Tosi e Franco Zeffirelli, Scomparsi nel 2019.

Valentina Venturi

Articolo su IL MESSAGGERO


CORRIERE DELLA SERA 24/12/2019

Villa Borghese

Il mondo del cinema omaggia Tosi e Zeffirelli

A Villa Borghese, accanto dalla Casa del Ci- nema, l’omaggio degli addetti ai lavori a due grandi artisti, Piero Tosi e Franco Zeffirelli. Il messaggio corale di ammirazione e stAricolo su LA REPUBBLICAima è sintetizzato nell’edizione speciale della rivista «Scenografia & Costume», che proprio l’altra sera ha festeggiato la versione online mettendo in copertina il titolo «Grazie Maestri» su un bozzetto firmato da Tosi per il film di Luchino Visconti «La caduta degli Dei». Il direttore Francesca Romana Buffetti ha raccolto le testimonianze di amici, colleghi e allievi del costumista premio Oscar e del regista di «Romeo e Giulietta», «attraversando così oltre 50 anni di storia del cinema e del teatro». Molti di loro erano presenti nel foyer dello Sporting Club Heaven, a partire dal presidente dell’Associazione Italiana Scenografi, Costumisti e Arredatori Carlo Poggioli (firma dei costumi della serie tv «The New Pope» di Sorrentino). Con lui, il regista Neri Parenti, lo scrittore e sceneggiatore Italo Moscati, Michele Mirabella (ha diretto di recente la «Cavalleria Rusticana» al Petruzzelli di Bari), Dino Trappetti della Sartoria Tirelli, il produttore Caterina D’Amico, i costumisti Alessandro Lai («La Dea Fortuna» di Ozpetek) e Eva Coen, e lo scenografo Tonino Zera.

Roberta Petronio

Articolo su IL CORRIERE DELLA SERA

 

EE British Academy Film Awards nominations 2020

Bafta, undici candidature per 'Joker'

 

A dominare le candidature Joker, presente in ben 11 categorie. Il film di Todd Phillips, che ha appena conquistato due Golden Globe, è seguito da The Irishman e C'era una volta a... Hollywood con 10 nomination, 1917 con nove, Jojo Rabbit con sei, Piccole donne, Storia di un matrimonio - Marriage Story e I due Papi con cinque.

joker film

 

Sono state pubblicate le nomination ufficiali dell’edizione 2020 degli Orange British Academy Film Awards, BAFTA 2020.

Joker – già vincitore di due Golden Globe – è presente in 11 categorie, seguito da The Irishman e C’era una volta a… Hollywood con 10 nomination.

Star Wars: L’Ascesa di Skywalker, Bombshell e Judy hanno invece ottenuto 3 nomination.

 

I BAFTAs 2020 si terranno il prossimo 2 febbraio presso la Royal Albert Hall di Londra.

Di seguito tutte le nomination:

 

MIGLIOR FILM

  • 1917
  • The Irishman
  • Joker
  • Once upon a time… in Hollywood
  • Parasite

MIGLIOR FILM INGLESE

  • 1917
  • Bait
  • For Sama
  • Rocketman
  • Sorry we missed you
  • The Two Popes

MIGLIOR FILM NON IN LINGUA INGLESE

  • The Farewell
  • For Sama
  • Pain and Glory
  • Parasite
  • Portrait of a lady on fire

MIGLIOR REGISTA

  • 1917 – Sam Mendes
  • THE IRISHMAN – Martin Scorsese
  • JOKER – Todd Phillips
  • ONCE UPON A TIME… IN HOLLYWOOD – Quentin Tarantino
  • PARASITE – Bong Joon-ho

MIGLIOR DOCUMENTARIO

  • American Factory
  • Apollo 11
  • Diego Maradona
  • For Sama
  • The great hack

MIGLIORE ATTRICE

  • Jessie Buckley – Wild Rose
  • Scarlett Johansson – Marriage Story
  • Saoirse Ronan – Little Women
  • Charlize Theron – Bombshell
  • Renée Zellweger – Judy

MIGLIOR ATTORE

  • Leonardo DiCaprio – Once Upon A Time… In Hollywood
  • Adam Driver – Marriage Story
  • Taron Egerton – Rocketman
  • Joaquin Phoenix – Joker
  • Jonathan Pryce – The Two Popes

MIGLIOR FILM ANIMATO

  • FROZEN 2 Chris Buck, Jennifer Lee, Peter Del Vecho
  • KLAUS Sergio Pablos, Jinko Gotoh
  • A SHAUN THE SHEEP MOVIE: FARMAGEDDON Will Becher, Richard Phelan, Paul Kewley
  • TOY STORY 4 Josh Cooley, Mark Nielsen

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA

  • Laura Dern – Marriage Story
  • Scarlett Johansson – Jojo Rabbit
  • Florence Pugh – Little Women
  • Margot Robbie – Bombshell
  • Margot Robbie – Once Upon A Time… In Hollywood

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA

  • Tom Hanks – A Beautiful Day In The Neighborhood
  • Anthony Hopkins – The Two Popes
  • Al Pacino – The Irishman
  • Joe Pesci – The Irishman
  • Brad Pitt – Once Upon A Time… In Hollywood

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE

  • BOOKSMART Susanna Fogel, Emily Halpern, Sarah Haskins, Katie Silberman
  • KNIVES OUT Rian Johnson
  • MARRIAGE STORY Noah Baumbach
  • ONCE UPON A TIME… IN HOLLYWOOD Quentin Tarantino
  • PARASITE Han Jin Won, Bong Joon-ho

MIGLIOR SCENEGGIATURA ADATTATA

  • THE IRISHMAN Steven Zaillian
  • JOJO RABBIT Taika Waititi
  • JOKER Todd Phillips, Scott Silver
  • LITTLE WOMEN Greta Gerwig
  • THE TWO POPES Anthony McCarten

MIGLIOR FOTOGRAFIA

  • 1917 Roger Deakins
  • THE IRISHMAN Rodrigo Prieto
  • JOKER Lawrence Sher
  • LE MANS ’66 Phedon Papamichael
  • THE LIGHTHOUSE Jarin Blaschke

MIGLIOR MONTAGGIO

  • THE IRISHMAN Thelma Schoonmaker
  • JOJO RABBIT Tom Eagles
  • JOKER Jeff Groth
  • LE MANS ’66 Andrew Buckland, Michael McCusker
  • ONCE UPON A TIME… IN HOLLYWOOD Fred Raskin

MIGLIOR COLONNA SONORA

  • 1917 Thomas Newman
  • JOJO RABBIT Michael Giacchino
  • JOKER Hildur Guđnadóttir
  • LITTLE WOMEN Alexandre Desplat
  • STAR WARS: THE RISE OF SKYWALKER John Williams

MIGLIOR SCENOGRAFIA

  • 1917 Dennis Gassner, Lee Sandales
  • THE IRISHMAN Bob Shaw, Regina Graves
  • JOJO RABBIT Ra Vincent, Nora Sopková
  • JOKER Mark Friedberg, Kris Moran
  • ONCE UPON A TIME… IN HOLLYWOOD Barbara Ling, Nancy Haigh

MIGLIORI COSTUMI

  • THE IRISHMAN Christopher Peterson, Sandy Powell
  • JOJO RABBIT Mayes C. Rubeo
  • JUDY Jany Temime
  • LITTLE WOMEN Jacqueline Durran
  • ONCE UPON A TIME… IN HOLLYWOOD Arianne Phillips

MIGLIOR CASTING

  • JOKER Shayna Markowitz
  • MARRIAGE STORY Douglas Aibel, Francine Maisler
  • ONCE UPON A TIME… IN HOLLYWOOD Victoria Thomas
  • THE PERSONAL HISTORY OF DAVID COPPERFIELD Sarah Crowe
  • THE TWO POPES Nina Gold

MIGLIOR TRUCCO E ACCONCIATURA

  • 1917 Naomi Donne
  • BOMBSHELL Vivian Baker, Kazu Hiro, Anne Morgan
  • JOKER Kay Georgiou, Nicki Ledermann
  • JUDY Jeremy Woodhead
  • ROCKETMAN Lizzie Yianni Georgiou

MIGLIOR SUONO

  • 1917 Scott Millan, Oliver Tarney, Rachael Tate, Mark Taylor, Stuart Wilson
  • JOKER Tod Maitland, Alan Robert Murray, Tom Ozanich, Dean Zupancic
  • LE MANS ’66 David Giammarco, Paul Massey, Steven A. Morrow, Donald Sylvester
  • ROCKETMAN Matthew Collinge, John Hayes, Mike Prestwood Smith, Danny Sheehan
  • STAR WARS: THE RISE OF SKYWALKER David Acord, Andy Nelson, Christopher Scarabosio, Stuart Wilson, Matthew Wood

MIGLIORI EFFETTI VISIVI

  • 1917 Greg Butler, Guillaume Rocheron, Dominic Tuohy
  • AVENGERS: ENDGAME Dan Deleeuw, Dan Sudick
  • THE IRISHMAN Leandro Estebecorena, Stephane Grabli, Pablo Helman
  • THE LION KING Andrew R. Jones, Robert Legato, Elliot Newman, Adam Valdez
  • STAR WARS: THE RISE OF SKYWALKER Roger Guyett, Paul Kavanagh, Neal Scanlan, Dominic Tuohy

MIGLIOR DEBUTTO DI UNO SCENEGGIATORE, REGISTA O PRODUTTORE INGLESE

  • BAIT Mark Jenkin (Writer/Director), Kate Byers, Linn Waite (Producers)
  • FOR SAMA Waad al-Kateab (Director/Producer), Edward Watts (Director)
  • MAIDEN Alex Holmes (Director)
  • ONLY YOU Harry Wootliff (Writer/Director)
  • RETABLO Álvaro Delgado-Aparicio (Writer/Director)

MIGLIOR CORTO ANIMATO INGLESE

  • Grandad Was A Romantic
  • In Her Boots
  • The Magic Boat

MIGLIOR CORTO INGLESE

  • Azaar
  • Goldfish
  • Kamali
  • Learning To Skateboard In A Warzone (If You’re A Girl)
  • The Trap

EE RISING STAR AWARD – scelto dal pubblico

  • Awkwafina
  • Jack Lowden
  • Kaitlyn Dever
  • Kelvin Harrison jr.
  • Micheal Ward

Fonte: Bafta

Cari Soci e cari Sponsor,
nello scrivervi per auguravi un sereno Natale e felice anno nuovo (pieno di salute e di tanto lavoro!)  colgo l’occasione per ringraziare tutti voi, presenti e non, di aver partecipato in modo tanto caloroso alla nostra festa di ieri sera.
 
Malgrado le avversità, che hanno per la seconda volta impedito di accedere alla Casa del Cinema dove avevamo previsto il nostro incontro pomeridiano di domenica 22, siamo riusciti grazie all’impegno indomito e alla caparbietà che - lo sapete bene - caratterizza la nostra Associazione, a spostare l’appuntamento al ristorante Heaven.
Ed eravamo veramente tantissimi !
 
Tanti gli amici che ci hanno portato il loro saluto, da Renzo Arbore che ci ha mandato un video con i suoi saluti, a Michele Mirabella e Neri Parenti; presenti anche Riccardo Donna e Italo Moscati.
 
Abbiamo inoltre ricordato ancora una volta Franco Zeffirelli e Piero Tosi, attraverso le parole di due amici della Associazione come Dino Trappetti e Caterina d’Amico. 
E un grazie ad Alessandro Lai che ha voluto condividere con tutti noi un ricordo del Maestro Tosi.
 
Da tutti loro i migliori auspici per la nostra nuova avventura varata durante la serata: Scenografia&Costume, la rivista che pubblichiamo dal 2012, giunta questo dicembre al numero 15 ora è anche online e può essere consultata facilmente
e gratuitamente inserendo le vostre credenziali (USERNAME E PASSWORD) che avete ricevuto in una e-mail inviata ieri a tutti, cliccando sul link: 
www.scenografiaecostume.it/login
 
Se non avete ricevuto le vostre credenziali siete pregati di chiederle inviando una e-mail in segreteria.
 
A breve sarà possibile anche scaricare la nostra APP dall'App store del vostro dispositivo mobile (Apple Store o Google Play) con la quale - utilizzando lo stesso login - potrete accedere e consultare tutte le riviste digitali. Non appena saremo pronti con la APP vi invieremo una email per avvisarvi.
 
In occasione di questo Natale vi offriamo l’opportunità di fare un regalo diverso: l’abbonamento alla rivista per i vostri amici e parenti ad un prezzo scontato esclusivo:
 
25 euro invece di 30 per l’abbonamento digitale dei 3 prossimi numeri
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LA SEGRETERIA RIMARRÀ CHIUSA PER LE FESTIVITÀ NATALIZIE 
DAL 24 DICEMBRE 2019 AL 6 GENNAIO 2020
 
Vi rammento inoltre che la quota associativa, (per i Senior 150 euro e per i Junior 60 euro) per il 2020 può già essere rinnovata - vi sollecito anzi a farlo in questi giorni di vacanza così da permetterci di proseguire nel migliore dei modi le tante iniziative in cantiere per l'inizio del prossimo anno, attraverso un bonifico bancario sul conto:
 
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 IBAN:  IT 40 N 02008 05083 000400273787
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CAUSALE: QUOTA ASSOCIATIVA  ASC 2020
 
Insieme siamo in grado di affrontare le tante nuove sfide che le nostre professioni si trovano a dover affrontare; uniti abbiamo la forza di vincerle. 
 
TANTI TANTI AUGURI A TUTTI !!!
Il Presidente   e il Direttivo
Carlo Poggioli

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Una delle parole chiave del fantastico film di Jonah Hill, “Mid90s”, è senz’altro “autenticità”. Sì… perché a partire dalla superba regia di Hill, passando per la scenografia e i costumi, fino alla recitazione dei protagonisti, il film ci trasporta nel bel mezzo degli anni ’90, riproposti alla perfezione.

Mid90s, ambientato appunto nel 1995, narra la calda estate del tredicenne Stevie, che vive con la madre single e un fratello maggiore piuttosto prepotente. Il ragazzino si avvicina ad un gruppo di skaters: il coetaneo Ruben, lo sballato Fuckshit, il timido Fourth Grade e il capo carismatico Ray. Ben presto i quattro non solo diventano i suoi migliori amici, ma una sorta di famiglia acquisita, un punto di riferimento nella crescita di Stevie, ribattezzato Sunburn dall’amico Ray.

E così, sulle note dei Nirvana e dei Wu-Tang Clan, assistiamo ad un bellissimo racconto di formazione, che scivola nei nostri cuori veloce come lo scorrere degli skate di Stevie e Ray su strada al tramonto.

È Jahmin Assa, già scenografo per Gus Van Sant di Don’t Worry He Won’t Get Far On Foot, a firmare il film come production designer.

In una mini intervista racconta un po’ del suo lavoro: la ricostruzione degli ambienti californiani degli anni ’90, dal negozio di Skate alla casa del protagonista Stevie:

«È strano pensare che il 1995 sia stato più di 20 anni fa… questo ha fatto sì che ci siamo ritrovati a ricostruire comunque un’“epoca”. Jonah e io abbiamo parlato a lungo del fatto di non fare un "inno agli anni '90" con tutti gli oggetti di scena e i vestiti più ovvi. Chiaramente, per ricostruire un certo anno, devi includere nella scenografia anche oggetti ed elementi antecedenti alla data della tua storia. Bisogna “stratificare” la scena. Le case dovevano sembrare come se fossero state arredate a metà degli anni '80 e su questa base siamo andati poi ad aggiungere elementi.

Per il negozio di skate abbiamo immaginato un ambiente semplice, un po’ precario… come se stesse per chiudere la settimana successiva, come se la grafica fosse stata fatta da chiunque sapesse disegnare alla buona. Il negozio di skate è stato senz’altro l’ambiente più difficile, perché sapevamo che se avessimo commesso degli errori, sarebbe apparso immediatamente falso.

Per la casa di Stevie, due elementi ci sembravano essenziali: un lungo corridoio che collegava le camere da letto, per la scena di combattimento tra Stevie e suo fratello maggiore Ian, e un piazzale esterno per il piccolo Stevie in cui esercitarsi sul suo skate. Abbiamo voluto mantenere la palette dei colori della casa a bassissimo contrasto, con molte creme, beige e legni chiari. La vita di Stevie doveva apparire molto vanigliata, suburbana e insipida prima che si aprisse al mondo più ricco della città e al negozio di skate.

Ian, il fratello di Stevie, era descritto in sceneggiatura come un ragazzo arrabbiato, con un disturbo ossessivo compulsivo, amante dell’hip-hop. I CD, le musicassette, le sneaker Jordan, i poster hip-hop, i cappellini da baseball, sono stati riposti in modo preciso. Abbiamo inoltre aggiunto le spade dei samurai e una panca da allenamento per esprimere la sua rabbia.

La stanza di Stevie inizialmente si configurava come la tipica stanza per bambini degli anni '90: disordinata, piena di poster di Pogs, Teenage Mutant Ninja Turtles, Beavis and Butthead e Space Jam. Successivamente però avrebbe lasciato il posto alla sua nuova individualità e carattere del protagonista: abbiamo sostituito i poster con altri elementi più da teenager, come per esempio lo Slap Skate Magazine attaccato alle pareti

 

di Brunella De Cola

 

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Carissimi,
in seguito all'ordinanza della Sindaca di Roma Virginia Raggi, siamo costretti a rimandare il nostro evento previsto per domenica 15 dicembre presso la Casa del Cinema, alla domenica successiva,  22 DICEMBRE stessa ora sempre presso la sala Kodak.
Ci scusiamo per l'eventuale disagio provocato da questa ordinanza, ma speriamo possiate comunque partecipare al nostro grande evento nonostante il cambio di data.
Chi avesse già confermato la propria presenza  e pensa comunque di poter partecipare  il 22 dicembre non ha necessità di ulteriore conferma, chi invece pensa di non poter presenziare in questa nuova data è pregato di comunicarlo in segreteria
 
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Un'edizione speciale dedicata a due grandi maestri del cinema e del teatro che ci hanno lasciato quest'anno: Piero Tosi, "supremo pontefice del costume", e Franco Zeffirelli, artista versatile che tanto ha dato al mondo della cultura tutta. A loro è andato il ricordo di molti protagonisti delle scene di oggi che li hanno conosciuti nella vita e sul lavoro, come Milena Canonero e Gabriella Pescucci, Maurizio Millenotti e Alberto Spiazzi.
Spazio anche agli aneddoti raccontati da Dino Trappetti, della Fondazione Tirelli Trappetti che custodisce molti dei tesori della storica Sartoria Tirelli Costumi, e Caterina d'Amico, per tanti anni preside del Centro Sperimentale di Cinematografia. Contributi di Nicoletta Ercole, Marco Gandini e Pippo Corsi Zeffirelli hanno arricchito un omaggio ai due padri nobili, tra foto e bozzetti.
Come sempre, approfondimenti sui dietro le quinte di grandi produzioni cinematografiche, teatrali e televisive.
Abbiamo l'onore di ospitare un lungo reportage su "Il peccato" di Andrej Konchalovskij, con interviste allo scenografo Maurizio Sabatini e all'arredatore Stefano Paltrinieri e un contributo critico di Italo Moscati. Lo scenografo Tonino Zera e il regista Matteo Rovere hanno raccontato la lavorazione de "Il primo Re", mentre Carlo Poggioli, Luca Canfora e Ludovica Ferrario hanno svelato i segreti di "The New Pope", la nuova serie tv con Jude Law e John Malkovich firmata da Paolo Sorrentino (su Sky dal 10 gennaio).
E poi interviste a Eva Coen, la costumista di "Terraferma", lo scenografo Stefano Maria Ortolani, che ha condiviso qualche anticipazione su "The Two Popes", trasmesso da Netflix dal 20 dicembre, a Nicola Rubertelli e al regista Michela Mirabella, al Sovrintendente Carlo Fuortes per il Teatro dell'Opera di Roma, a Laura Delli Colli, Presidente della Fondazione Cinema per Roma, e a Riccardo Bocchini, a cui si devono le scene di Tale e Quale Show e tanti altri programmi tv di successo.

Uno sguardo alla bella mostra "Da Carlo Rambaldi a Makinarium", allestita al Palazzo delle Esposizioni di Roma, e al MIAC, il nuovo museo sui generis di cui Roberto Cicutto, presidente di Istituto Luce-Cinecittà, ci ha aperto le porte in anteprima.
Coperta n 15 15

(In copertina, lo studio realizzato da Piero Tosi per La caduta degli dei, di Luchino Visconti, gentilmente concesso dalla Fondazione Tirelli Trappetti)

 

Vogliamo ricordare Antonello Falqui, il più grande regista di spettacolo della tv italiana che ha firmato programmi dagli anni sessanta agli ottanta.

Ci teneva all’eleganza: a confezionare prodotti di livello che, anche se di semplice intrattenimento, potessero diffondere stile e buon gusto nelle case degli italiani La regia, le luci, le scenografie i costumi, tutto calibrato e studiato, senza inutili sfarzi o elementi esagerati.

Con lui si provava e si riprovava, come un grande spettacolo teatrale. Nulla era dato all’improvvisazione.

 

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Milleluci, Rai

 

Le Kessler, il Quartetto Cetra, il quasi debutto di Mina giovanissima, le grandi coreografie per le sigle, gli ampi movimenti delle camere.

Col produttore Guido Sacerdote, si recavano negli Stati Uniti a trovare talenti e modi per fare il varietà in Italia.

 

milleluci

Studio Uno, Rai

 

Tra i numerosi lavori:

Arrivi e partenze (1954), Un altro varietà (1986), Canzonissima (1958-59, 1969-70),  Giardino d’inverno (1961), Studio Uno, Biblioteca di Studio Uno, Teatro 10 (1964), Mille luci (1974).

 

Un linguaggio televisivo elegante, una regia ben studiata, le inquadrature efficaci, gli spazi ad esaltarei protagonisti delle scene.

E poi i  balletti, le gag, i costumi, senza avere timore a mostrare gli strumenti di quel mondo sfavillante : telecamere, microfoni, telai, giraffe, luci.

Il nostro varietà televisivo, con Falqui, ha raggiunto l'apice. 

 
The Crafts of Cinema
I mestieri del cinema al Festival Accademico di IC-CUNY
Al Graduate Center della City University di New York la seconda edizione del festival in cui hanno partecipato celebri costumisti italiani e americani.
 

Nel giorno di Halloween, Il Graduate Center della City University of New York ha offerto alla sua città un evento eccezionale per la serata di apertura della seconda edizione dell’ Academic Festival IC-CUNY (Italian Cinema CUNY ) : l’università ha presentato una master class intitolata The Crafts of Cinema (I mestieri del cinema), portando sul palcoscenico pluripremiati costumisti italiani e americani di grande fama. L’evento è il frutto di una collaborazione senza precedenti tra il mondo universitario e l’Accademia del Cinema Italiano.

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Esterno del Graduate Center di New York

 

La Professoressa Eugenia PaulicelliFondatrice e Direttrice di IC-CUNY, un progetto educativo creato per promuovere il cinema italiano e per approfondire il dialogo tra la cultura italiana e quella americana, insieme a Massimo Mascolo, Consulente del premio David di Donatello e Direttore Associato di IC-CUNY 2019, ha portato sul palco celebri ospiti tra cui Ann Roth, vincitrice del premio Oscar e del premio Tony (Un uomo da marciapiede, Hair, Il talento di Mr. Ripley, Il paziente inglese, Mamma mia, The Hours, Julie&Julia, Angels in America, e Ritorno a Cold Mountain); Carlo Poggioli, candidato agli Emmy e ai David di Donatello (assistente designer su film quali Il nome della rosa, La voce della luna, L’età dell’innocenza, La lettera scarlatta; ha firmato i costumi tra gli altri per Seta, I fratelli Grimm, Divergent, Ritorno a Cold Mountain, Youth – La giovinezza, Loro 1, Loro 2, The Young Pope, e The New Pope); e Donna Zakowska, due volte vincitrice del premio Emmy (Crimini e misfatti, Kate & Leopold, Original Sin, Romance and Cigarettes, e le serie televisive John Adams e The Marvelous Mrs. Maisel); anche Milena Canonero, vincitrice di quattro Oscar e del Premio David di Donatello (Barry Lyndon, The Shining, La mia Africa, Momenti di gloria, Marie Antoinette, Grand Budapest Hotel) era tra gli invitati della serata, ma è stata costretta a cancellare la sua partecipazione proprio all’ultimo momento.

 

2 Eugenia Pailicelli

 Eugenia Paulicelli (Photo by Simone Caprifogli )

 

La Professoressa Eugenia Paulicelli, da anni studiosa di moda e cinema, che ha fondato Fashion Studies al Graduate Center,  ha aperto la serata riflettendo sul coinvolgimento che il Graduate Center e il Queens College hanno avuto nel campo dell’approccio accademico alla moda e al cinema, nel corso degli anni. Ha poi continuato spiegando come queste due industrie, “abbiano sempre avuto un legame sinergico nel loro uso della tecnologia, sia attraverso la macchina fotografica e la cinepresa, che attraverso il corpo e la performance”. I costumi utilizzati nei film, ha fatto inoltre notare al pubblico, non hanno semplicemente preso in prestito dalla moda e dall’haute couture, ma hanno ispirato la produzione della moda, costituendo una parte fondamentale del cinema fin dalle sue prime origini e diventando “una vetrina virtuale di vestiti”. 

L’Italia ha avuto un ruolo centrale nel campo del design e dell’innovazione, e il suo legame con l’America ha alle spalle una lunga tradizione di collaborazione, che è iniziata durante il periodo dei film muti e dura tutt’oggi. È proprio lo stretto rapporto tra i due paesi che si è voluto celebrare durante questa prima serata a New York, insieme ai noti costumisti.

Sul palco con la Professoressa Paulicelli è intervenuta per prima Piera Detassis, Presidente e Direttrice Artistica dell’Accademia del Cinema Italiano. Detassis ha parlato della storia del Premio David di Donatello, della relazione speciale che corre tra Italia e Stati Uniti, e ha offerto anche uno dei momenti più emozionanti della serata, mostrando un video in cui Marilyn Monroe riceve il David presso l’Istituto di Cultura Italiana di New York, nel 1959. Nella breve clip, una meravigliosa Anna Magnani le consegna la statuetta, poi Marilyn le chiede la traduzione italiana di qualche parola, prende il microfono, e sospira: “sono commossa, grazie”.

Dopo l’intervento di Detassis, un’altra ospite è salita sul palco. Si è trattato di Monica Branetti che, per rendere quest’occasione ancora più speciale, ha portato dall’iconica casa di gioielli BVLGARI l’originale statuetta in oro che fu consegnata a Gina Lollobrigida per il suo ruolo come miglior attrice nel film La donna più bella del mondo.La statuetta fu creata da BVLGARI nel 1955.

 

3 cuny

Carlo Poggioli, Piera De Tassis, Eugenia Paulicelli, Massimo Mascolo, Ann Roth

 

La serata è continuata con una conversazione insieme ai costumisti Ann Roth, Carlo Poggioli e Donna Zakowska. Si è parlato del ruolo dei costumisti, dei problemi e delle gratificazioni che possono derivare da questo lavoro.

Zakowska è convinta che “i vestiti siano parole” e i costumisti possano disegnare “poesie visive” attraverso il loro lavoro. Ha evocato la gioia che si prova nel momento magico in cui un costumista capisce che, grazie al suo lavoro, è finalmente nato un attore.

Ann Roth ha sottolineato l’importanza per un attore o un’attrice di trovare il proprio personaggio: alcuni attori vogliono continuare ad essere se stessi, ma in un film, non è possibile, “devono diventare personaggi!” ha esclamato la costumista.

Per Poggioli, poi, un costumista deve sapere tagliare e tingere i tessuti, ma deve anche essere un bravo psicologo, perché l’abilità di comunicare con i registi e gli attori è fondamentale per creare personaggi che siano in sintonia con i luoghi e la storia.

Roth e Zakowska hanno fatto notare come la mancanza di manodopera artigiana di sarti sia un fenomeno che oggi metta a rischio la professione dei costumisti. Il problema, comunque, come spiega Poggioli, non è causato solo dalla carenza di personale specializzato, ma anche e soprattutto dall’imponente numero di film che vengono prodotti settimanalmente e riducono drasticamente i tempi di preparazione dei costumi.

Sia Roth che Zakowska hanno poi riflettuto sui conflitti che possono nascere con i produttori: lavorando come “artisti nel mondo degli affari”, è meglio non immischiarsi mai in conversazioni con i produttori: insomma i costumisti sono artisti, non uomini d’affari!
Le due costumiste hanno anche parlato del loro impegno a non accettare mai lavori le cui storie possano essere umilianti per le donne.

 

Gli ospiti hanno regalato ricordi di momenti che rimarranno indimenticabili: l’incontro di Poggioli con Anthony Hopkins e il suo lavoro nell’ultimo film di Fellini La voce della luna; le rievocazioni di Roth nei suoi intenti di trovare i vestiti per Dustin Hoffman e la pelliccia rossa per Brenda Vaccaro nel film Un uomo da marciapiede; il rimprovero di Poggioli a Zakowska perché “non si può fare un vestito al computer!” sono solo alcune delle gemme della serata.   

L’evento è continuato con brevi clips che mostravano alcuni dei lavori creati dai costumisti, e con una conversazione illustrata tra la Professoressa Paulicelli e il produttore Roberto Bessi, che ha parlato della storia di Annamode, del ruolo che la celebre casa di costumi ha avuto nel mondo del teatro e del cinema, e del lancio di “Annamode1946”, una nuova marca di moda.

La serata si è conclusa con la proiezione di un cortometraggio della regista Maria Tilli del Centro Sperimentale di Cinematografia (CSC): un progetto finanziato da Louis Vuitton su una reinterpretazione moderna di un vestito del 1780, nel quale compaiono i costumisti Maurizio Millenotti e Piero Tosi.

 

 

5 Piera Detassis

Piera Detassis (Photo by Simone Caprifogli)

 

Il secondo appuntamento con il Festival Accademico IC-CUNY è in programma per il 13 Novembre. La serata si incentrerà sul cinema italiano contemporaneo. Eugenia Paulicelli, Massimo Mascolo e Claudio Napoli introdurranno la proiezione della serie The New Made in Italy su Cesare Attolini: Made in Naples; seguiranno la proiezione di Una storia senza nome(2018), l’ultimo lavoro del regista Roberto Andò e una discussione sul film con lo sceneggiatore Angelo Pasquini. 

La serata finale intitolata “Hybrid Intersections: Fashion, Costume, Cinema and Television” si terrà il 5 Dicembre. L’evento prevede una conversazione tra la Professoressa Deepsikha ChatterjeeSiobhan Nestor, la principale sarta di abiti da donna presso la Metropolitan Opera; la proiezione della nuova serie The New Made in Italy di Massimo Mascolo, Claudio Napoli, Eugenia Paulicelli che mostra la storia dell’eccellenza italiana nella moda, nei costumi e nel suo patrimonio culturale.
Il festival si concluderà con una conversazione con Daniela Ciancio, costumista e vincitrice del David di Donatello, e Christian Cordella, artista e costumista.

 

4 masterclass cuny

Master class 

La serata è continuata con una conversazione insieme ai costumisti Ann Roth, Carlo Poggioli e Donna Zakowska. Si è parlato del ruolo dei costumisti, dei problemi e delle gratificazioni che possono derivare da questo lavoro. Zakowska è convinta che “i vestiti siano parole” e i costumisti possano disegnare “poesie visive” attraverso il loro lavoro. Ha evocato la gioia che si prova nel momento magico in cui un costumista capisce che, grazie al suo lavoro, è finalmente nato un attore. Ann Roth ha sottolineato l’importanza per un attore o un’attrice di trovare il proprio personaggio: alcuni attori vogliono continuare ad essere se stessi, ma in un film, non è possibile, “devono diventare personaggi!” ha esclamato la costumista.

Per Poggioli, poi, un costumista deve sapere tagliare e tingere i tessuti, ma deve anche essere un bravo psicologo, perché l’abilità di comunicare con i registi e gli attori è fondamentale per creare personaggi che siano in sintonia con i luoghi e la storia.

Roth e Zakowska hanno fatto notare come la mancanza di manodopera artigiana di sarti sia un fenomeno che oggi metta a rischio la professione dei costumisti. Il problema, comunque, come spiega Poggioli, non è causato solo dalla carenza di personale specializzato, ma anche e soprattutto dall’imponente numero di film che vengono prodotti settimanalmente e riducono drasticamente i tempi di preparazione dei costumi.

Sia Roth che Zakowska hanno poi riflettuto sui conflitti che possono nascere con i produttori: lavorando come “artisti nel mondo degli affari”, è meglio non immischiarsi mai in conversazioni con i produttori: insomma i costumisti sono artisti, non uomini d’affari!
Le due costumiste hanno anche parlato del loro impegno a non accettare mai lavori le cui storie possano essere umilianti per le donne.

Gli ospiti hanno regalato ricordi di momenti che rimarranno indimenticabili: l’incontro di Poggioli con Anthony Hopkins e il suo lavoro nell’ultimo film di Fellini La voce della luna; le rievocazioni di Roth nei suoi intenti di trovare i vestiti per Dustin Hoffman e la pelliccia rossa per Brenda Vaccaro nel film Un uomo da marciapiede; il rimprovero di Poggioli a Zakowska perché “non si può fare un vestito al computer!” sono solo alcune delle gemme della serata.   

L’evento è continuato con brevi clips che mostravano alcuni dei lavori creati dai costumisti, e con una conversazione illustrata tra la Professoressa Paulicelli e il produttore Roberto Bessi, che ha parlato della storia di Annamode, del ruolo che la celebre casa di costumi ha avuto nel mondo del teatro e del cinema, e del lancio di “Annamode1946”, una nuova marca di moda.

La serata si è conclusa con la proiezione di un cortometraggio della regista Maria Tilli del Centro Sperimentale di Cinematografia (CSC): un progetto finanziato da Louis Vuitton su una reinterpretazione moderna di un vestito del 1780, nel quale compaiono i costumisti Maurizio Millenotti e Piero Tosi.

 

Il secondo appuntamento con il Festival Accademico IC-CUNY è in programma per il 13 Novembre. La serata si incentrerà sul cinema italiano contemporaneo. Eugenia Paulicelli, Massimo Mascolo e Claudio Napoli introdurranno la proiezione della serie The New Made in Italy su Cesare Attolini: Made in Naples; seguiranno la proiezione di Una storia senza nome(2018), l’ultimo lavoro del regista Roberto Andò e una discussione sul film con lo sceneggiatore Angelo Pasquini. 

La serata finale intitolata “Hybrid Intersections: Fashion, Costume, Cinema and Television” si terrà il 5 Dicembre. L’evento prevede una conversazione tra la Professoressa Deepsikha ChatterjeeSiobhan Nestor, la principale sarta di abiti da donna presso la Metropolitan Opera; la proiezione della nuova serie The New Made in Italy di Massimo Mascolo, Claudio Napoli, Eugenia Paulicelli che mostra la storia dell’eccellenza italiana nella moda, nei costumi e nel suo patrimonio culturale.
Il festival si concluderà con una conversazione con Daniela Ciancio, costumista e vincitrice del David di Donatello, e Christian Cordella, artista e costumista.

 

 6 Turturro Zakowska

John Turturro con Donna Zakoska

 

Nell’audience, durante la prima serata del Festival, era seduto il celebre attore italo americano John Turturro, che per anni ha lavorato a stretto contatto con Donna Zakowska, con cui aveva frequentato anche la Yale School of Drama. L’attore ha ricordato come sua madre fosse una sarta e come fosse sempre circondato da stoffe e tessuti. Una conclusione perfetta a una serata perfetta! Sono certa che le prossime due serate di questo festival accademico sul cinema saranno altrettanto perfette e memorabili.

 

 

 

 

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The Crafts of Cinema
At the Graduate Center of the City University of NY, the second edition of the festival with the participation of noted Italian and American costume designers

poster cuny

 

by Giulia Po De Lisle

I have always been a proud alumna of The Graduate Center of The City University of New York: its outstanding professors and world-class researchers have shaped my education beyond the years of my doctoral program in Comparative Literature. Their stimulating work has continued to engage scholars like me with new intellectual and artistic learning experiences.

On Halloween night, The City University of New York and Queens College offered an exceptional treat to the city (and me) during the second edition of the Academic Festival IC-CUNY (Italian Cinema CUNY) at the Graduate Center. In a special collaboration with The Academy of Italian Cinema David di Donatello, the university presented a master class on The Crafts of Cinema with Italian and American award-winning costume designers.

  Professor Eugenia Paulicelli, Founder and Director of IC-CUNY, an educational project created to foster a deeper understanding of Italian cinema and a dialogue between Italian and American cultures, and Massimo Mascolo, David di Donatello Awards Consultant and IC-CUNY 2019 Associate Director, worked together to bring on stage internationally renowned costume designers: Oscar and Tony winner Ann Roth (Midnight Cowboy, The Talented Mr. Ripley, The English Patient, Mamma Mia, The Hours, Julie&Julia, Angels in America, and Cold Mountain); Emmy and David di Donatello nominee Carlo Poggioli (assistant designer for The Name of the Rose, The Voice of the Moon, The Age of Innocence; and costume designer for films like Silk, Brothers Grimm, Divergent, Cold Mountain, Youth, Loro 1, Loro 2, The Young Pope, and The New Pope); two time Emmy winner Donna Zakowska (Crimes and Misdemeanors, Kate and Leopold, Original Sin, Romance and Cigarettes, and the TV series like John Adams and The Marvelous Mrs. Maisel); and four-time Oscar winner and David di Donatello winner Milena Canonero (Barry Lyndon, The Shining, Out of Africa, Chariots of Fire, Marie Antoinette, Grand Budapest Hotel) was also supposed to attend, but was forced to cancel at the last minute. Professor Eugenia Paulicelli, a distinguished scholar of fashion and film, opened the night with remarks on the ongoing involvement of CUNY in the fields of fashion and cinema, two industries that, according to Paulicelli, “have always had a synergetic relationship insofar as they both use the technology of the camera, as well as that of the body and performance.” Film costumes, she explained, have not just borrowed from fashion and haute couture, but have inspired the production of fashion, and have been vital to cinema from its very birth by becoming “a virtual shopping window for clothes.” Italy has played a key role in the field of design and innovation, and the relationship between Italy and America has a long history of collaboration that started during the period of silent film and continues today. It is precisely this bond that the opening night wanted to celebrate by hosting masterclass award winning costume designers.

On the stage with Paulicelli to discuss the relationship between American and Italian cinema and the work of Ann Roth, Carlo Poggioli, and Donna Zakowska, was Piera Detassis, President and Artistic Director of the Academy of Italian Cinema David di Donatello Awards. Detassis talked about the history of the David di Donatello Awards, and the special bond between Italy and the United States. She also offered one of the most emotional moments of the evening by showing a video of Marilyn Monroe receiving the David Award at the Italian Cultural Institute in New York in 1959. In the clip, another legendary actress, Anna Magnani, presents Monroe with the David; Marilyn asks Magnani for the translation in Italian of the words that she wants to say, then reaches for the microphone to share her thoughts: “sono commossa, grazie” she says in Italian, almost whispering. Special guest Monica Branetti from BVLGARI was then introduced on stage. For this special occasion, Branetti brought to New York the David statuette that was originally awarded to Gina Lollobrigida for her best performance by an actress, in the film La donna più bella del mondo (The World’s Most Beautiful Woman). The David di Donatello, completely made of gold, was crafted by BVLGARI in 1955. Costume designers Roth, Poggioli and Zakowska later engaged in dialogues concerning the role of costume designers, the problems they encounter, and the rewards their work offers. Zakowska believes that “clothes are words” and costume designers write “visual poems” through their work. She evoked the excitement and the “magic moment” in which a designer understands that a character is born thanks to the costume.

Roth stressed the importance for an actor to find his or her character: some actors just want to be themselves, but in a film “it’s not about them, it’s about the character!” she exclaimed. According to Poggioli, a costume designer must know how to cut a costume and dye fabric, but also how to be a psychologist. The ability to communicate with directors and actors is a key factor to create characters that are in synch with the setting and the story. Both Roth and Zakowska addressed the disappearance of craftspeople like tailors and seamstresses, a phenomenon that now threatens the profession. The problem, however, is not just in the shortage of specialized craftsmanship, but in the number of films that are now massively produced, so the time to prepare costumes, as Poggioli explained, has been drastically reduced. Both Roth and Zakowska also lamented the conflicts that sometime rise with producers: as “artists in business,” the designers claim that it is better not to engage in any conversation with producers.

The two female costume designers also stressed their commitment to turn down offers to work on films and series whose settings and stories are degrading to women. The guests gave the audience some unforgettable memories: Poggioli’s encounter with Anthony Hopkins and his work on Fellini’s last film The Voice of the Moon; Roth’s recollections of finding clothes for Dustin Hoffman, and her purchase of a red fox coat for Brenda Vaccaro in Midnight Cowboy; Poggioli reprimanding Zakowska because you “cannot make a costume with the computer!” were just some of the gems of the night. Clips of the designers’ work were also shown, and the evening continued with an illustrated conversation between Professor Paulicelli and film producer Roberto Bessi, who talked about the history of Annamode, its role as one of the greatest cinematic and theatrical costume workshops, and the launch of “Annamode1946” a new fashion brand.

The evening ended with the American Premiere of a short film by Maria Tilli about a project and workshop funded by Louis Vuitton on a modern reinterpretation of a 1780 dress, featuring costume designers Maurizio Millenotti and Piero Tosi. The next appointment for this second edition of the Academic Festival IC-CUNY (Italian Cinema CUNY) is scheduled for November 13. This time he focus will be on Contemporary Italian Cinema. Eugenia Paulicelli, Massimo Mascolo and Claudio Napoli will introduce the screening of The New Made in Italy Series on Cesare Attolini: Made in Naples; the event will also screen Stolen Caravaggio (2018), directed by Roberto Andò. Both screenings will be followed by discussions. The final masterclass “Hybrid Intersections: Fashion, Costume, Cinema and Television” will be held on December 5.

It will feature a discussion with Professor Deepsikha Chatterjee and Siobhan Nestor, principal women’s draper at the Metropolitan Opera; a screening of The New Made in Italy Series showcasing the story behind Italian excellence in Fashion, Costume Design and Cultural Heritage by Massimo Mascolo, Claudio Napoli, and Eugenia Paulicelli.

The night will conclude with a conversation with two time Donatello Award winner costume designer Daniela Ciancio and Costume Concept Artist Christian Cordella. During the opening night of the Academic Festival, the Italian American actor John Turturro was in attendance.

He has worked closely with Donna Zakowska since they were both in the Theater program at Yale. He remarked that his mother was a seamstress, and he grew up surrounded by fabric

A perfect ending to a perfect evening! I am certain that the next two master classes will be as memorable as this one.

 

 

talenti intrecciati slide

 

VISCONTI - GARBUGLIA - TOSI

TALENTI INTRECCIATI

16 novembre/8 dicembre 2019

SCUDERIE ALDOBRANDINI - FRASCATI

orario di apertura:

martedi-venerdi 10.00/18.00 | sabato e domenica 10.30/19.30

talentiintrecciati

a cura di Lorenzo Baraldi, Alida Cappellini, Giovanni Licheri, Alessandra di Fiore, Italo Moscati

 

 

Una magnifica mostra presso le Scuderia Aldobrandini nel comune di Frascati, rende omaggio a tre grandi personaggi che hanno creato opere immortali grazie ai loro "Talenti intrecciati": Visconti, Garbuglia, Tosi.

 Una rassegna cinematografica per rendere omaggio a quell’incrocio di artigianalità che rende possibile la magia del cinema: non solo il lavoro del regista demiurgo, dunque, ma anche quello di scenografi e costumisti, collaboratori senza cui l’ingranaggio filmico non può prendere vita.

Organizzato dalla Associazione Scenografi Costumisti e Arredatori Italiani (la A.S.C.), instancabile nella volontà di rendere noto ai più il mestiere di quelli che per molti non sono che “soliti ignoti”, il progetto è stato curato da Lorenzo Baraldi, Alida Cappellini, Giovanni Licheri, Alessandra Di Fiore e Italo Moscati in collaborazione con la Cineteca Nazionale – Centro Sperimentale di cinematografia.

 

Si ringraziano: il CENTRO SPERIMENTALE DI CINEMATOGRAFIA - CINETECA NAZIONALE
Daniela Massidda Garbuglia, Manuela Tursi, Gloria Fegiz
per l’ASC: B. Amalfitano, D. Giovannoni, L. Nigri, M. Tasciotti, L. Lupi.

 

 

 

 

 

giannini luzzati slide

 

GIANINI E LUZZATI

CINEMA DI ANIMAZIONE

16 novembre /

8 dicembre 2019

SCUDERIE ALDOBRANDINI - FRASCATI

orario di apertura:

martedi-venerdi 10.00/18.00 | sabato e domenica 10.30/19.00

 

gianini luzzati

a cura di Alida Cappellini, Giovanni Licheri, Lucia Nigri, Carla Rezza Gianini

Durante il periodo della mostra verranno proiettati i film di animazione alle Scuderie Aldobrandini piazza G.Marconi 6 Frascati.


omaggio a rossini

"Omaggio a Rossini" domenica 24 novembre alle 17.00


tutti i pulcinella

"Tutti i Pulcinella" domenica 1 dicembre ore 17.00


 

il flauto magico

"Il Flauto Magico" venerdì 6 dicembre ore 17.00


Lele Luzzati e Giulio Gianini: due maestri del cinema d’animazione italiano

Due amici, due compagni di viaggio uniti dalla passione per il cinema. Emanuele Luzzati e Giulio Gianini si sono conosciuti per gioco verso la metà degli anni ’50 davanti ad un teatrino di burattini e da lì hanno intrapreso un viaggio che lì ha portati, per ben due volte, fino alla cerimonia degli Oscar, consacrandoli definitivamente come due personalità decisive per l’affermazione del cinema d’animazione italiano nel mondo.

Una grande esposizione dal titolo Lele Luzzati e Giulio Gianini: cinema di animazione, che comprende circa trenta ingrandimenti fotografici estrapolati dalle scenografie e dai personaggi creati a mano da Luzzati e animati (e mossi registicamente) da Gianini. Una magnifica selezione con bozzetti relativi a La Gazza Ladra, Pulcinella, Papageno e Papagena, Ali Babà e tanti altri messa a disposizione da Carla Rezza Gianini, dal Museo Luzzati e dalla Fondazione Teatro della Tosse, accompagnata da una rassegna cinematografica, con i più interessanti film di animazione ideati e prodotti dai due grandi artisti. L’esposizione e la rassegna sono state volute e prodotte dalla A.S.C. (Associazione Italiana Scenografi, Costumisti, Arredatori) nelle persone dei suoi curatori Alida Cappellini, Giovanni Licheri, Lucia Nigri e Carla Rezza Gianini.

Luzzati, genovese della buona borghesia ebraica, si diploma all’Ecole des Beaux Arts di Losanna dove nel frattempo era stato costretto a rifugiarsi a causa delle leggi razziali introdotte dal fascismo. Insieme ad altri “esuli” rientra in Italia nel 1945, all’indomani della liberazione e inizia la sua attività di scenografo e costumista in teatro. È nella seconda metà degli anni ’50 che incontra, grazie ad amici in comune, Giulio Gianini, scenografo romano diplomatosi all’Accademia di Belle Arti di Roma, già attivo nel mondo del cinema come direttore della fotografia, soprattutto quella a colori (fu uno dei pionieri della nuova tecnica). Il teatrino di burattini che Gianini possedeva e con il quale si dilettava in spettacoli ad uso di parenti e amici, fornì l’occasione di una prima collaborazione tra i due. Gianini chiese allo scenografo di dipingere un boccascena per quel prezioso giocattolo, Luzzati che condivideva la stessa passione, non se lo fece ripetere due volte.

Nel tempo Luzzati e Gianini si sono affermati come la coppia d’oro del cinema d’animazione italiano. Accomunati dalle medesime passioni, la loro genialità si è messa al servizio di un fortunato sodalizio che ha generato una serie di opere dalle immagini estremamente divertenti e di una bellezza eccezionale, due delle quali hanno ottenuto la nomination agli Oscar come Miglior Cortometraggio d’Animazione: La gazza ladra (1966) e Pulcinella (1974).

Grazie alla tecnica del découpage, il cinema di Luzzati e Gianini ha inglobato tutta la cultura del teatro: i personaggi, sebbene siano solamente pezzetti di carta che si spostano sui fondali, sembrano uscire da questi stessi scenari per diventare colore in movimento. Una poesia animata che, tramite l'utilizzo di tinte accese e luminose e il gioco di sfumature, ha creato una profusione di colori sgargianti che rendono vivi i protagonisti, quasi come se tendessero le loro mani verso gli spettatori.

Insieme, Luzzati e Gianini hanno realizzato alcuni dei capolavori della storia del cinema d'animazione italiano che li hanno resi due degli artisti più amati e ammirati del nostro tempo. Grazie alla rassegna che accompagnerà la mostra per tutto il mese di ottobre sarà possibile apprezzare parte di questo immenso lavoro e scoprire dei gioielli di rara bellezza come i tre film ispirati alla musica di Gioacchino Rossini La gazza ladra del 1964, L’italiana in Algeri del 1968, Pulcinella del 1973 o l’opera Il flauto magico del 1978, basato sull'omonimo singspiel del 1791 musicato da Wolfgang Amadeus Mozart, su libretto di Emanuel Schikaneder. E poi ancora Pulcinella e il pesce magico, L’uccello di fuoco, I Paladini di Francia, La casa dei suoni fino ad arrivare a Jerusalem, opera carica di colori e fantasia, commissionata dal sindaco della città israeliana, che in 14’ racconta tremila anni di storia della città, tra battaglie, lotte e spera

 

giannini luzzati slide

 

GIANINI E LUZZATI

CINEMA DI ANIMAZIONE

16 novembre /

8 dicembre 2019

SCUDERIE ALDOBRANDINI - FRASCATI

orario di apertura:

martedi-venerdi 10.00/18.00 | sabato e domenica 10.30/19.00

 

gianini luzzati

a cura di Alida Cappellini, Giovanni Licheri, Lucia Nigri, Carla Rezza Gianini

Durante il periodo della mostra verranno proiettati i film di animazione alle Scuderie Aldobrandini piazza G.Marconi 6 Frascati.


omaggio a rossini

"Omaggio a Rossini" domenica 24 novembre alle 17.00


tutti i pulcinella

"Tutti i Pulcinella" domenica 1 dicembre ore 17.00


 

il flauto magico

"Il Flauto Magico" venerdì 6 dicembre ore 17.00


Lele Luzzati e Giulio Gianini: due maestri del cinema d’animazione italiano

Due amici, due compagni di viaggio uniti dalla passione per il cinema. Emanuele Luzzati e Giulio Gianini si sono conosciuti per gioco verso la metà degli anni ’50 davanti ad un teatrino di burattini e da lì hanno intrapreso un viaggio che lì ha portati, per ben due volte, fino alla cerimonia degli Oscar, consacrandoli definitivamente come due personalità decisive per l’affermazione del cinema d’animazione italiano nel mondo.

Una grande esposizione dal titolo Lele Luzzati e Giulio Gianini: cinema di animazione, che comprende circa trenta ingrandimenti fotografici estrapolati dalle scenografie e dai personaggi creati a mano da Luzzati e animati (e mossi registicamente) da Gianini. Una magnifica selezione con bozzetti relativi a La Gazza Ladra, Pulcinella, Papageno e Papagena, Ali Babà e tanti altri messa a disposizione da Carla Rezza Gianini, dal Museo Luzzati e dalla Fondazione Teatro della Tosse, accompagnata da una rassegna cinematografica, con i più interessanti film di animazione ideati e prodotti dai due grandi artisti. L’esposizione e la rassegna sono state volute e prodotte dalla A.S.C. (Associazione Italiana Scenografi, Costumisti, Arredatori) nelle persone dei suoi curatori Alida Cappellini, Giovanni Licheri, Lucia Nigri e Carla Rezza Gianini.

Luzzati, genovese della buona borghesia ebraica, si diploma all’Ecole des Beaux Arts di Losanna dove nel frattempo era stato costretto a rifugiarsi a causa delle leggi razziali introdotte dal fascismo. Insieme ad altri “esuli” rientra in Italia nel 1945, all’indomani della liberazione e inizia la sua attività di scenografo e costumista in teatro. È nella seconda metà degli anni ’50 che incontra, grazie ad amici in comune, Giulio Gianini, scenografo romano diplomatosi all’Accademia di Belle Arti di Roma, già attivo nel mondo del cinema come direttore della fotografia, soprattutto quella a colori (fu uno dei pionieri della nuova tecnica). Il teatrino di burattini che Gianini possedeva e con il quale si dilettava in spettacoli ad uso di parenti e amici, fornì l’occasione di una prima collaborazione tra i due. Gianini chiese allo scenografo di dipingere un boccascena per quel prezioso giocattolo, Luzzati che condivideva la stessa passione, non se lo fece ripetere due volte.

Nel tempo Luzzati e Gianini si sono affermati come la coppia d’oro del cinema d’animazione italiano. Accomunati dalle medesime passioni, la loro genialità si è messa al servizio di un fortunato sodalizio che ha generato una serie di opere dalle immagini estremamente divertenti e di una bellezza eccezionale, due delle quali hanno ottenuto la nomination agli Oscar come Miglior Cortometraggio d’Animazione: La gazza ladra (1966) e Pulcinella (1974).

Grazie alla tecnica del découpage, il cinema di Luzzati e Gianini ha inglobato tutta la cultura del teatro: i personaggi, sebbene siano solamente pezzetti di carta che si spostano sui fondali, sembrano uscire da questi stessi scenari per diventare colore in movimento. Una poesia animata che, tramite l'utilizzo di tinte accese e luminose e il gioco di sfumature, ha creato una profusione di colori sgargianti che rendono vivi i protagonisti, quasi come se tendessero le loro mani verso gli spettatori.

Insieme, Luzzati e Gianini hanno realizzato alcuni dei capolavori della storia del cinema d'animazione italiano che li hanno resi due degli artisti più amati e ammirati del nostro tempo. Grazie alla rassegna che accompagnerà la mostra per tutto il mese di ottobre sarà possibile apprezzare parte di questo immenso lavoro e scoprire dei gioielli di rara bellezza come i tre film ispirati alla musica di Gioacchino Rossini La gazza ladra del 1964, L’italiana in Algeri del 1968, Pulcinella del 1973 o l’opera Il flauto magico del 1978, basato sull'omonimo singspiel del 1791 musicato da Wolfgang Amadeus Mozart, su libretto di Emanuel Schikaneder. E poi ancora Pulcinella e il pesce magico, L’uccello di fuoco, I Paladini di Francia, La casa dei suoni fino ad arrivare a Jerusalem, opera carica di colori e fantasia, commissionata dal sindaco della città israeliana, che in 14’ racconta tremila anni di storia della città, tra battaglie, lotte e spera