Giancarlo Budace

Big fan of opensource and ubuntu

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Salgono sul palco raggianti, in questa notte degli Oscar 2020, a ricevere la loro statuetta, la scenografa Barbara Ling (Pomodori verdi fritti alla fermata del treno, Batman & Robin, Cuori in Atlantide) e l’arredatrice Nancy Haigh (Forrest Gump, The Truman Show, Non è un paese per vecchi) per il film C’era una volta a… Hollywood del regista pulp Quentin Tarantino.

Le due professioniste ringraziano, con eleganza, tutto il loro reparto: i disegnatori, gli assistenti, i falegnami, i pittori e, chiaramente, tutto il reparto Props.

Il film è ambientato in un luogo reale — Hollywood — in un tempo reale — da febbraio a agosto 1969, ma è anche uno sguardo “fantasioso” e personale del regista sulla Los Angeles degli anni ’60.

Come Tarantino, la Ling è originaria di Los Angeles e, attraverso la scenografia, ha messo anche i suoi ricordi del 1969 nell’immaginario filmico.

In una breve conversazione avuta a Cannes 2019, ci ha spiegato come lei e il suo reparto hanno progettato e realizzato alcuni dei set più interessanti del film.

“Nel 1969 io avevo 17 anni e ricordo bene la città in quell’epoca: tutti facevano l’autostop e tutti potevano, anche con un documento d’identità falso, entrare in qualsiasi locale o club. La città era ricca di insegne al neon e ci siamo divertiti a ricostruirne molte, basandoci anche su disegni o foto. Abbiamo rifatto molte facciate di negozi ed edifici: il Taco Bell, per esempio, esisteva ancora e manteneva la struttura originaria, ma nel tempo era cambiata la sua destinazione d’uso: abbiamo lavorato sulla facciata per farlo sembrare più realistico possibile. Los Angeles è sempre stata una città in constante reinvenzione di sé, ormai ci sono una moltitudine di edifici in acciaio e vetro e tutte le costruzioni storiche stanno via via scomparendo, soprattutto sulla Hollywood Boulevard. Speriamo che il film faccia capire alle persone quanto questi edifici siano meravigliosi e che sarebbe un peccato perderli per far spazio ad altre torri di vetro”.

Sul Pandora’s Box, un edificio parzialmente ricostruito in scenografia, la Ling afferma: “Pandora's Box era in una posizione strana e iconica allo stesso tempo della città. Nel 1969 fu costretto a chiudere a causa delle rivolte e poi fu demolito poiché era un famosissimo luogo di ritrovo per hippy. Così abbiamo trovato un edificio, un ristorante a Hollywood, che era disposto a lasciarci fare delle modifiche esterne. Non era nella posizione giusta della città, ma poco importa… non credo che nessuno a LA si ricordi la vera posizione di Pandora's Box”.

Per altri ambienti, come il Drive In, il reparto ha costruito un enorme modellino in scala, anche per facilitare al regista lo studio dell’azione e del posizionamento della camera.

Sugli ambienti interni la scenografia appare molto curata, dalla villa di Rick Dalton (interpretato da Leonardo Di Caprio) a quella di Sharon Tate (interpretata da Margot Robbie), fino allo studio televisivo NBC in cui viene ricostruita la scritta del varietà musicale “Hullabaloo”, tutta in acciaio per consentire ai ballerini di danzarci su.

Il lavoro magistrale operato dalla scenografia appare comunque quello sulle strade e sulle facciate degli edifici che scorrono mentre lo stuntman Cliff Booth, interpretato da Brad Pitt (forse vero protagonista del film), si sposta in auto da un punto all’altro della città. E senz’altro il compito più arduo e interessante del film sarà stato quello di ricostruire la Hollywood degli anni ’60, circondata dall’atmosfera dorata del cinema, incarnazione per eccellenza del sogno americano. Una Hollywood in cui Tarantino si diverte a riscrivere la Storia: il terribile massacro di Bel Air per mano di Charles Manson, un evento che ha cambiato per sempre l’immaginario della società americana. Una Hollywood in cui gli attori sono spettatori di loro stessi (basti pensare alla scena in cui Margot Robbie va al cinema a vedere Sharon Tate, il personaggio che lei interpreta nel film stesso). Una Hollywood nel tempo fiabesco del C’era una volta…

di Brunella De Cola

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La Stoffa dei Sogni

 Bottega di Alta Specializzazione per costumisti del cinema, della Tv e dello spettacolo

 

Condotto dai tre costume designers pluripremiati

 Gabriella Pescucci, Alessandro Lai e Carlo Poggioli

 

24 febbraio – 22 maggio, Manifatture Ditali Cinema Prato

 

MANIFATTURE DIGITALI CINEMA

Hub toscano per l’innovazione nella filiera audiovisiva

Inaugurate a Prato nel settembre 2017 Manifatture Digitali Cinema sono infrastrutture dedicate all'accoglienza delle produzioni cinematografiche e audiovisive che scelgono la Toscana come set. Un progetto innovativo, nato dalla sinergia tra l'Apq Sensi Contemporanei Toscana per il Cinema - Direzione Generale Cinema del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e la Regione Toscana, attuato grazie al lavoro di Fondazione Sistema Toscana - Toscana Film Commission.

La strategia di Manifatture Digitali Cinema è fare dell’audiovisivo un volano di sviluppo e innovazione, intercettando le capacità locali che a Prato sono il tessile e la manifattura per creare nuovi servizi e prodotti. L’obiettivo è aumentare l’attrattività della Toscana per le produzioni audiovisive, nazionali e internazionali, creando nuovi strutture e servizi, ed offrire opportunità di alta specializzazione a chi vuole lavorare nel settore del cinema e audiovisivo. A disposizione delle produzioni ci sono uffici, sala proiezioni, sale casting, trucco e parrucco, aule e laboratori di costumistica, mentre è già in cantiere il raddoppio degli spazi e la creazione di un nuovo teatro di posa tecnologicamente avanzato.

I principali progetti 2018-2019
Bottega di Alta Specializzazione - Costumi Rinascimento: I Medici, condotto dal costume designer Alessandro Lai, che ha visto la realizzazione dei prototipi dei costumi della terza stagione della serie tv prodotta da Rai e Lux Vide, I Medici, Masters of Florence.
Bottega di Alta Specializzazione - Costumi Rinascimento 2: I tempi di Leonado, sempre per LuxVide con Alessandro Lai, per la realizzazione dei costumi della nuova fiction tv Leonardo. Collaborazione con la Fondazione Teatro Metastasio di Prato, nello sviluppo dei costumi per Scene da Faust, di Federico Tiezzi, (,maggio 2019) e Antigone regia di Massimiliano Civica e costume designer Daniela Salernitano (novembre 2019).
La struttura ha ospitato molti set, come quello di Dafne, di Federico Bondi (premio Fipresci alla 69^ Berlinale, sezione Panorama), Se Son rose, di Leonardo Pieraccioni, Forse è solo mal di mare, per la regia di Simona De Simone e la fiction tv targata Rai, Pezzi unici, diretta di Cinzia TH Torrini.

 

La grande tradizione italiana nei mestieri del cinema, nell'alta sartoria per la realizzazione di costumi per il cinema, la televisione e il teatro, rappresenta un'eccellenza apprezzata e riconosciuta a livello internazionale, un patrimonio artistico, artigianale e culturale da tramandare alle nuove generazioni, a chi si affaccia – o cerca di acquisire una forte professionalità - nel mondo del lavoro.

E' da questa premessa che nasce, alle Manifatture Digitali Cinema Prato, una nuova possibilità di formazione, la Bottega di Alta Specializzazione, dal titolo “La Stoffa dei Sogni”, che si terrà dal 24 febbraio al 22maggio 2020.

L'infrastruttura dedicata al supporto delle produzioni cinematografiche e audiovisive, Manifatture Digitali Cinema - nata sotto l'egida di Mibac, Apq Sensi Contemporanei Toscana per il Cinema, Regione Toscana, Fondazione Sistema Toscana e i Comuni di Prato e Pisa -  nella sede pratese ha già realizzato, nel 2018, la Bottega “Costumi Rinascimento”, condotta da Alessandro Lai, nella quale sono stati creati i prototipi dei costumi della fiction tv, targata Rai e Lux Vide, “I Medici. Masters of Florence”.

“La Stoffa dei Sogni”, facendo tesoro dei percorsi d'apprendimento già realizzati alle Manifatture - che nella città del tessile possono contare sull'appoggio di imprenditori del settore e su una comunità di riferimento nella quale vivono e lavorano professionisti della sartoria - sarà un laboratorio d'eccellenza, un percorso d'apprendimento a livello avanzato, condotto dai costumisti pluripremiati Gabriella Pescucci (Premio Oscar  per il film L'età dell'innocenza, di Martin Scorsese), Carlo Poggioli e Alessandro Lai.

Saranno in tutto 500 ore d'apprendimento, tra lezioni frontali e laboratori pratici intensivi, distribuite in 13 settimane, a contatto con alcuni dei più affermati talenti italiani nel campo del costume design, noti a livello internazionale, che consentiranno ai partecipanti di apprendere la storia della costumistica italiana, l'attualità di un mestiere artistico e al tempo stesso artigianale, oltre allo sviluppo di progetti di costumi originali.

 

 

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IL CORSO IN SINTESI

Il costume italiano nel Cinquecento è il focus della prima edizione de “La Stoffa dei Sogni”, che si ispirerà alla corte medicea di Cosimo I ed Eleonora di Toledo. Le attività laboratoriali si svolgeranno per 3 mesi (dal 16 settembre al 13 dicembre 2019), per 5 giorni a settimana, con un orario a tempo pieno, per un totale di 500 ore d'apprendimento, che comprenderanno visite ai musei, alle sartorie e alle aziende.

I 10 partecipanti più meritevoli, saranno premiati con la frequenza di un mese “premium” di ulteriore approfondimento.

Alla Bottega di Alta Specializzazione “La Stoffa dei Sogni” potranno partecipare 32 persone, le lezioni si svolgeranno in italiano e in inglese.

 

Metodo

L'approfondimento delle conoscenze teoriche e pratiche, a fianco di maestri esperti, sarà la cifra distintiva de “La Stoffa dei Sogni”. I 3 costume designer definiranno l’orientamento del corso alternandosi alla conduzione del laboratorio, che produrrà costumi ispirandosi alla moda medicea. Esperti e docenti terranno lezioni teoriche sulla storia del costume e del costume per il cinema e condurranno i partecipanti a visite esterne, nei musei e nelle aziende che rappresentano un'eccellenza nella tradizione manifatturiera toscana.

 

Contenuti

3 i contenuti: Conoscenza, Laboratorio, Giacimenti.

I contenuti di Conoscenza sono lezioni che vanno ad approfondire la Storia del costume / Storia del tessuto / Il costume e la moda nel cinema / Gioielli e accessori

I contenuti di Laboratorio si riferiscono alla parte pratica: taglio e fogge storiche del ‘500 / Sartoria / Disegno a mano e digitale / Gestione del progetto e del reparto

I contenuti di Giacimenti si riferiscono ai modelli dai quali prendere ispirazione, custoditi nei musei d’arte, di moda e costume / Nel patrimonio produttivo delle aziende artigianali e tessili  e delle più famose sartorie.

 

Obbiettivi

I partecipanti creeranno un set di costumi ispirati a Cosimo I de' Medici e Eleonora di Toledo, destinato a divenire un modulo espositivo, una mostra itinerante presso Il Museo del Tessuto di Prato, le Ville Medicee patrimonio Unesco che hanno sede in Toscana, in location deputate nel mondo.

 

Destinatari

La Bottega di Alta Specializzazione “La Stoffa dei Sogni” si rivolge a costume designer, sarti, tagliatori, modisti, modellisti, artigiani dell’intera filiera della creazione di costumi, con esperienza e forte motivazione, che vogliano specializzarsi nella costumistica per il cinema, apprendendo il mestiere a fianco di professionisti affermati. 

 

Dove

Manifatture Digitali Cinema, Prato, l’hub toscano per l’innovazione nella filiera audiovisiva

400 mq di laboratori di sartoria, stiro, magazzino, studio

540 mq di sale attrezzate per proiezioni, trucco e capelli, allestimenti

www.manifatturedigitalicinema.it

FB: Manifatture Digitali Cinema

 

Costo

Il costo di partecipazione è di 4.900,00 euro (iva inclusa)

Voucher della Regione Toscana a sostegno dei professionisti toscani (3000,00 euro).

Soggiorno a carico dei partecipanti. 

 

Iscrizioni

Le iscrizioni terminano con l’inizio del corso. La selezione terminerà al raggiungimento del numero massimo di partecipanti (32 persone). La selezione sarà in base al curriculum e a un video motivazionale.

 

Partner

Sono partner del progetto: ASC Associazione Nazionale Costumisti e Scenografi, Museo del Tessuto di Prato, PIN - Polo Universitario di Prato, Apq Sensi contemporanei Toscana per il Cinema.

 

SCARICA IL BANDO

 

Info

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www.thefabricofdreams.it

PER CHI NON HA POTUTO SEGUIRE IL "TGR LAZIO BUONGIORNO REGIONE" DELLE 7.40 del 4 Febbraio 2020,

ECCO IL VIDEO DEL NOSTRO PRESIDENTE CARLO POGGIOLI CHE PRESENTA LA NOSTRA MERAVIGLIOSA RIVISTA "SCENOGRAFIA&COSTUME"

E PARLA DELL'ASSOCIAZIONE:

 

 

LUCIANO RICCERI, un ricordo

Giovedi 6 febbraio 2020 - ore 18:00
 
La casa del Cinema ricorda Luciano Ricceri, uno dei più grandi scenografi del Cinema e della televisione italiana, con amici, parenti e collaboratori.
 
il ricordo sarà preceduto, alle 15.30, dal film
 
Brutti sporchi e cattivi
Ettore Scola, Italia, 1976, 115'
 
Casa del Cinema, Largo Marcello Mastroianni,1 - Roma
 
cover ricceri

In bocca al lupo a Chiara e Gaetano Castelli da tutta l'ASC

1600x900 1580135903422 2020.01.27 Scenografia Sanremo

Nessuna “macchina” scenica, ma un palco disegnato – e animato – dalle immagini e da linee curve che danno profondità allo spazio.

E’ un omaggio al passato, anche ammiccando un po’ a Broadway ma guardando al futuro, quello che Gaetano Castelli firma per la scenografia del 70° Festival della Canzone Italiana. Per lui è il diciottesimo e segna il ritorno tra le quinte dell’Ariston dopo 8 anni: “La mia scelta - dice - è stata quella di eliminare completamente le automazioni, sostituendole con elementi scenografici volumetrici progettati in modo da dilatare lo spazio scenico e acquisire la maggiore profondità possibile. E in questo spazio faccio ‘danzare’ la luce”.
Ridotta, ma non eliminata la scala, Castelli riporta l’orchestra ai lati del palco – nel golfo mistico – e ha lavorato soprattutto sull’integrazione tra elementi della scenografia, apparati video e luci: “I principali, i fondali e le quinte – prosegue Castelli - contengono, all'interno, apparati video e sceno-luminosi che, per la prima volta, sono completamente integrati con le luci del direttore della fotografia Mario Catapano. La scena acquista dinamismo grazie alle sue forme sinuose, agli accorgimenti prospettici e alla sincronia con il ritmo musicale di tutti gli effetti luminosi e grafici, personalizzati per ogni artista e sottolineati dal dinamismo della ripresa firmata da Stefano Vicario”.

rai.it/ufficiostampa

Cari soci e colleghi,
ieri mattina ci ha lasciato Luciano Ricceri, storico socio dell’ASC. 
Con lui perdiamo un Maestro, uno scenografo che è stato un punto di riferimento per chi ama questa professione, nonché un pezzo della storia del cinema italiano. Non scompaiono però con lui la sua esperienza e i suoi valori, che continueranno grazie ai tanti che hanno avuto la fortuna di essere stati, negli anni, allievi della sua scuola.
 
ricceri

 

FUNERALI CELEBRATI LUNEDI 3 FEBBRAIO ALLE ORE 10.30

in via le Grazie, convento monache Benedettine ORTE (VT)

                                          

Luciano ha iniziato la sua carriera come assistente scenografo di Piero Gherardi in due film di Federico Fellini : "8 1/2" e "Giulietta degli spiriti". Sempre con Gherardi nell' "Armata Brancaleone" di Mario Monicelli.
Negli anni, ha firmato scenografie e costumi per importanti produzioni italiane ed internazionali. 
Fondamentale la sua intensa collaborazione per la maggior parte dei film diretti da Ettore Scola, fra i quali "C'eravamo tanto amati”, "Brutti sporchi e Cattivi”, "Una giornata particolare”, "Ballando ballando", "La famiglia", Splendor", "Il viaggio di Capitan Fracassa" (Nastro d'argento 1991), "Concorrenza sleale" (David di Donatello 2001).
Sei i film diretti da Dino Risi di cui ha curato le scenografie, fra i quali "Il Tigre", "I nuovi mostri", "Telefoni bianchi".
Con Giuliano Montaldo, per "Il giorno prima" e "Gli occhiali d’oro”. 
Importante anche suoi lavori per molte opere liriche da "Turandot", "Tosca", "La bohème", “Otello”; con Liliana Cavani "Dove siete? Io sono qui".
Fra le grandi serie televisive, indimenticabili “Odissea”, “Marco Polo”, “Quo Vadis” e tutti gli episodi della serie "Il Commissario Montalbano" tratti dai romanzi di Camilleri, visti e acclamati in 20 paesi del mondo.
Lo scorso primo ottobre è stato premiato come migliore scenografo, a Venezia, all "Opera Star -International Opera Award" (gli Oscar della Lirica).
Grazie Luciano, ci mancherai molto!

Grande successo di pubblico alla serata inaugurale della mostra "Segno di artisti, poeti scena", organizzata dai nostri soci Laura Lupi e Bruno Amalfitano, con il patrocinio dell'ASC, alle Scuderie Aldobrandini a Frascati.

Hanno esposto le loro opere molti dei nostri soci scenografi, costumisti e arredatori.

La mostra sarà aperta fino al 9 febbraio.

 

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INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA
 

SEGNO DI ARTISTI

POETI DI SCENA

 
SABATO  25 GENNAIO ALLE ORE 18:00
 
PRESSO LE SALE DELLE SCUDERIE ALDOBRANDINI DI FRASCATI
 
LA MOSTRA É STATA IDEATA DA
Laura Lupi
 
E CURATA DA
Bruno Amalfitano e Laura Lupi 
 

 
 

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SCENOGRAFO, COSTUMISTA:

professione eclettica, creativa, divertente!

Prosa, poesia, arte, musica, danza, architettura, psicologia, regia, montaggio, fotografia sonoro sono gli argomenti che trattiamo costantemente!

Essendo coinvolti in tutti questi argomenti, strada facendo ne troviamo uno che ci affascina un po’ di più e proviamo a esprimerci, per il nostro piacere, senza pensare alla nostra professione.

Così può succedere che uno scenografo, un costumista, poi diventi regista, o scriva dei testi o suoni uno strumento, o dipinga dei quadri o si esprima anche nella scultura o nel design.

Qualcuno danza, qualcuno fa l’attore, qualcuno disegna gioielli o entra nel mondo della moda.

A volte quella nascosta parte artistica può farci scoprire che la nostra esperienza di scenografi-costumisti, così eclettica, ci ha fatto trovare una strada più importante, e allora seguiamo anche quella, come è successo a molti di noi.

La mostra non è che un modo per far conoscere la scintilla artistica che c’è in molti che fanno questo lavoro, e che a volte, per eccesso di pudore, viene tenuta nascosta in un armadio.

 

L’ESPLOSIONE DELLA IMMAGINE HA VINTO?

di ITALO MOSCATI

Sono a Venezia e cammino davanti alle Corderie dove ogni anno ci sono grandi mostre d‘arte che creano file di pubblico infinite. Ma in questi giorni le Corderie, di cui è “padrona” la Biennale d’arte, sono chiuse. E’ una pausa dell’attività espositiva. Qualche giorno fa l’Acqua Molto Alta ha fermato tutto nel disagio, di più, nella paura. Vado avanti. Devo scrivere su qualcosa che è lontana e mi riparo in una casa amica per farlo. Devo scrivere su una Mostra a Frascati. Lo faccio. La memoria e lo sguardo sono pieni delle immagini di cui ho visto la concretezza artistica e ammirato la fantasia. Lo spettacolo è bello e incisivo. I quadri sono lì per testimoniare qualcosa in cui l’arte sviluppa la loro realtà nuova. Il contagio con i Luoghi Veneziani d’arte in cui mi sono trovato creano un contagio. Da anni sta accadendo che la fantasia ha preteso di scatenarsi.

I quadri di Frascati sono parte di un’emozione complessiva che colpisce e dura. In essi c’è la proposta di vedere, anzi spiare il mondo, cercando non di ordinarlo ma di sconvolgerlo, proponendo sensazioni e contaminazioni. C’è dinamismo e freschezza. C’è il gusto, il piacere di prendere dalla vita immagini e di proporre una sorta di splendido luna park esistenziale in cui i corpi e la materia delle cose convivono nel piacere del passato con il suo fascino e tentano strade di futuro.

L’arte come prova di esistenze che creano libertà e nuove esperienze di condivisioni. La fusione delle emozioni dimostra che le immagini sono esplose e vivono non solo nelle mostre ma nella sensazione che un gusto diverso, nuovo, curioso si va imponendo. L’arte è una parentela di segni, immagini, realtà e spettacolo, archeologia e sogni futuristi. Il piacere è ampio, l’artista propone, chi guarda dispone, cerca di capire e di unirsi alle suggestioni dell’artista e sue personali. Chi guarda diventa socio del lavoro dell’artista, scopre con lui e trova il piacere di partecipare al viaggio che gli è proposto: il piacere della condivisioni, del gusto, del sogno e della realtà arriva con lui. Questo accade nello spazio dell’arte: da Frascati alle Corderie di Venezia, le immagini inventano intrecci e noi li viviamo con loro…

 

A Frascati dal 25 gennaio al 9 febbraio

Alle Scuderie Aldobrandini la mostra "Segno di artisti poeti di scena"

E' stata inaugurata sabato pomeriggio alle 18 la mostra «Segno di Artisti Poeti di Scena», ideata da Laura Lupi, in scena alle Scuderie Aldobrandini dal 25 gennaio al 9 febbraio. Dietro al lavoro dei grandi scenografi e costumisti italiani c'è sicuramente un grande impegno, sconfinata fantasia e tanta cultura. Le Scuderie Aldobrandini ospitano altre sfaccettature dell’arte e della tecnica di creare e ideare le scene per una rappresentazione teatrale, cinematografica o televisiva che sia . Da una idea di Laura Lupi e a cura di Bruno Amalfitano nasce la mostra "Segno di artisti, poeti di Scena", che richiama l’attenzione sull’attività artistica dei grandi nomi della scenografia italiana, con un fantastico viaggio nel loro un universo fatto di dipinti, disegni, sculture,  tecniche miste arredi, oggetti vari. L’evento è inaugurato lo scorso sabato, alla presenza dell'assessore alla cultura Emanuela Bruni e del sindaco Roberto Mastrosanti. In esposizione opere di: Anna Luce Aglietto, Bruno e Roberto Amalfitano, Tiziana Amicuzzi, Roberto Baraldi, Marco Antonio Brandolini, Giacinto Burchiellaro, Marco Canevari, Alida Cappellini, Gaetano Castelli, Fabio Crisarà, Enzo De Camillis, Marco Dentici, Dante Ferretti, Enzo Forletta, Nino Formica, Francesco Frigeri, Mario Garbuglia, Antonello Geleng, Paolo Innocenzi, Laura Lupi, Luigi Marchione, Riccardo Monti, Valeria Paolini, Daniela Pareschi, Graziella Pera, Carlo Poggioli, Sandro Scarmiglia, Mario Tasciotti, Emanuela Trixie Zitkowsky, Eugenio Ulissi, Alessandro Vannucci, Marta Zani. In mostra, arredi classici e contemporanei, sculture, dipinti e oggetti di scena, che arricchiscono la galleria di opere pittoriche dei più grandi scenografi e costumisti italiani. « Opere intime,  che rivelano un’alta faccia delle loro poliedriche personalità artistiche - spiega Emanuela Bruni, l'assessore alla cultura di Frascati . Inoltre, i percorsi di ciascuno, le passioni culturali e di ricerca estetica. Un evento che nel panorama culturale della nostra cittadina, tiene alta la bandiera dell’Italian way of life, tanto amato nel mondo, frutto di emozioni, passione gusto, eleganza e fantasia». Le Scuderie Aldobrandini in centro a Frascati si confermano una location sempre foriera di eventi culturali. «La mostra è un modo per far conoscere le velleità artistiche che ci sono in molti che fanno questo lavoro, e che a volte, viene tenuta nascosta in un armadio - ha detto la curatrice Laura Lupi-. Qualcuno danza, qualcuno fa l’attore, qualcuno dipinge, crea gioielli o entra nel mondo della moda. A volte quella parte artistica può farci scoprire che la nostra esperienza di scenografi-costumisti, così piena di passione e fantasia, ci ha fatto trovare una ulteriore strada artistica da seguire ”. Nelle foto alcune opere degli artisti scenografi come: Dante Ferretti (premio Nobel), Geleng e una delle moto usate per il famoso film Easyrider.

L.S.

www.ilcaffe.tv

 

 

Frascati, alle Scuderie Aldobrandini la mostra «Segno di Artisti Poeti di Scena», ideata da Laura Lupi

FRASCATI (eventi) - L’evento che s’inaugura il 25 gennaio alle 18 propone in esposizione opere di molti artisti

 

Cosa c’è dietro il lavoro dei grandi scenografi e costumisti italiani? Impegno, fantasia e tanta cultura. Le Scuderie Aldobrandini ospitano l’altra faccia dell’arte e della tecnica di creare e ideare le scene per una rappresentazione teatrale, cinematografica o televisiva.

Da una idea di Laura Lupi e a cura di Bruno Amalfitano e Laura Lupi nasce la mostra Segno di artisti, poeti di Scena, che focalizza l’attenzione sull’attività meno conosciuta dei grandi nomi della scenografia italiana permettendo di dialogare con i grandi Maestri, sul loro un universo intimo fatto di dipinti, disegni, tecniche miste arredi, oggetti.

L’evento che s’inaugura il 25 gennaio alle 18 propone in esposizione opere di: Anna Luce Aglietto, Bruno e Roberto Amalfitano, Tiziana Amicuzzi, Roberto Baraldi, Marco Antonio Brandolini, Giacinto Burchiellaro, Marco Canevari, Alida Cappellini, Gaetano Castelli, Fabio Crisarà, Enzo De Camillis, Marco Dentici, Dante Ferretti, Enzo Forletta, Nino Formica, Francesco Frigeri, Mario Garbuglia, Antonello Geleng, Paolo Innocenzi, Laura Lupi, Luigi Marchione, Riccardo Monti, Valeria Paolini, Daniela Pareschi, Graziella Pera, Carlo Poggioli, Sandro Scarmiglia, Mario Tasciotti, Emanuela Trixie Zitkowsky, Eugenio Ulissi, Alessandro Vannucci, Marta Zani.

«Una mostra che la Città di Frascati è orgogliosa di ospitare - dice Roberto Mastrosanti, Sindaco di Frascati - non solo per il valore dell’esposizione stessa ma per confermare quanto il nostro territorio sia legato alla cultura anche cinematografica del nostro Paese. Set ideale per decine e decine di film ma anche luogo che ha ospitato i teatri dell’effimero delle grandi feste in Villa di barocca memoria».

Arredi classici e contemporanei, sculture, dipinti e oggetti di scena arricchiscono la galleria di opere pittoriche dei più importanti scenografi e costumisti italiani. «Opere intime, al di là della committenza, che svelano un’alta faccia delle loro poliedriche personalità artistiche - spiega Emanuela Bruni, Assessore alla Cultura -. I percorsi di ciascuno, le passioni culturali e di ricerca estetica. Un evento che nel panorama culturale del nostro Paese tiene alta la bandiera dell’Italian way of life, tanto amato nel mondo, frutto di emozioni, passione gusto ed eleganza».

«La mostra non è che un modo per far conoscere la scintilla artistica che c’è in molti che fanno questo lavoro, e che a volte, per eccesso di pudore, viene tenuta nascosta in un armadio - dichiara la curatrice Laura Lupi -. Qualcuno danza, qualcuno fa l’attore, qualcuno disegna gioielli o entra nel mondo della moda. A volte quella nascosta parte artistica può farci scoprire che la nostra esperienza di scenografi-costumisti, così eclettica, ci ha fatto trovare una strada più importante, e allora seguiamo anche quella, come è successo a molti di noi».

ilmamilio.it

INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA
 

SEGNO DI ARTISTI

POETI DI SCENA

 
SABATO  25 GENNAIO ALLE ORE 18:00
 
PRESSO LE SALE DELLE SCUDERIE ALDOBRANDINI DI FRASCATI
 
a seguire cocktail offerto dall'organizzazione
LA MOSTRA É STATA IDEATA DA
Laura Lupi
 
E CURATA DA
Bruno Amalfitano e Laura Lupi 
 
locandina segnodiartistipoetidiscena
 

SCENOGRAFO, COSTUMISTA:

professione eclettica, creativa, divertente!

Prosa, poesia, arte, musica, danza, architettura, psicologia, regia, montaggio, fotografia sonoro sono gli argomenti che trattiamo costantemente!

Essendo coinvolti in tutti questi argomenti, strada facendo ne troviamo uno che ci affascina un po’ di più e proviamo a esprimerci, per il nostro piacere, senza pensare alla nostra professione.

Così può succedere che uno scenografo, un costumista, poi diventi regista, o scriva dei testi o suoni uno strumento, o dipinga dei quadri o si esprima anche nella scultura o nel design.

Qualcuno danza, qualcuno fa l’attore, qualcuno disegna gioielli o entra nel mondo della moda.

A volte quella nascosta parte artistica può farci scoprire che la nostra esperienza di scenografi-costumisti, così eclettica, ci ha fatto trovare una strada più importante, e allora seguiamo anche quella, come è successo a molti di noi.

La mostra non è che un modo per far conoscere la scintilla artistica che c’è in molti che fanno questo lavoro, e che a volte, per eccesso di pudore, viene tenuta nascosta in un armadio.

 

L’ESPLOSIONE DELLA IMMAGINE HA VINTO?

di ITALO MOSCATI

Sono a Venezia e cammino davanti alle Corderie dove ogni anno ci sono grandi mostre d‘arte che creano file di pubblico infinite. Ma in questi giorni le Corderie, di cui è “padrona” la Biennale d’arte, sono chiuse. E’ una pausa dell’attività espositiva. Qualche giorno fa l’Acqua Molto Alta ha fermato tutto nel disagio, di più, nella paura. Vado avanti. Devo scrivere su qualcosa che è lontana e mi riparo in una casa amica per farlo. Devo scrivere su una Mostra a Frascati. Lo faccio. La memoria e lo sguardo sono pieni delle immagini di cui ho visto la concretezza artistica e ammirato la fantasia. Lo spettacolo è bello e incisivo. I quadri sono lì per testimoniare qualcosa in cui l’arte sviluppa la loro realtà nuova. Il contagio con i Luoghi Veneziani d’arte in cui mi sono trovato creano un contagio. Da anni sta accadendo che la fantasia ha preteso di scatenarsi. I quadri di Frascati sono parte di un’emozione complessiva che colpisce e dura. In essi c’è la proposta di vedere, anzi spiare il mondo, cercando non di ordinarlo ma di sconvolgerlo, proponendo sensazioni e contaminazioni. C’è dinamismo e freschezza. C’è il gusto, il piacere di prendere dalla vita immagini e di proporre una sorta di splendido luna park esistenziale in cui i corpi e la materia delle cose convivono nel piacere del passato con il suo fascino e tentano strade di futuro. L’arte come prova di esistenze che creano libertà e nuove esperienze di condivisioni. La fusione delle emozioni dimostra che le immagini sono esplose e vivono non solo nelle mostre ma nella sensazione che un gusto diverso, nuovo, curioso si va imponendo. L’arte è una parentela di segni, immagini, realtà e spettacolo, archeologia e sogni futuristi. Il piacere è ampio, l’artista propone, chi guarda dispone, cerca di capire e di unirsi alle suggestioni dell’artista e sue personali. Chi guarda diventa socio del lavoro dell’artista, scopre con lui e trova il piacere di partecipare al viaggio che gli è proposto: il piacere della condivisioni, del gusto, del sogno e della realtà arriva con lui. Questo accade nello spazio dell’arte: da Frascati alle Corderie di Venezia, le immagini inventano intrecci e noi li viviamo con loro…

Puntata radiofonica di giovedì 16 gennaio da ascoltare online

ospiti Carlo Poggioli, in qualità di Presidente della ASC insieme alla direttrice della nostra rivista Scenografia & Costume Francesca Romana Buffetti.

 

HOLLYWOOD PARTY

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ASCOLTA L'AUDIO

 

E' stata occasione per raccontare la strada che abbiamo fatto insieme per arrivare al lancio online del magazine e delle prossime sfide che ci attendono.
Ascoltateci in tanti e non dimenticate di condividere sui social i contenuti più interessanti del sito www.scenografiaecostume.it e di regalare l’abbonamento - digitale e cartaceo - alla rivista.

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“Le donne hanno una mente, hanno un’anima e non soltanto un cuore. Hanno ambizioni, hanno talenti e non soltanto la bellezza. Sono così stanca di sentir dire che l’amore è l’unica cosa per cui è fatta una donna. Sono così stanca di questo”

Ecco le parole di Jo March, interpretata dall’attrice Saoirse Ronan, nel nuovo e toccante film Piccole Donne della regista americana Greta Gerwig, all’indomani dell’era del me too.

Le piccole donne del meraviglioso romanzo di Louisa May Alcott sono sempre loro, le sorelle March: Meg, Jo, Beth, Amy. Cambiano i volti, non più Katharine Hepburn, non più Elizabeth Taylor o Winona Ryder o Kirsten Dunst… cambiano i volti sì… ma le protagoniste del romanzo sono sempre le stesse, caratterizzate alla perfezione dalla Gerwig, ognuna con le proprie peculiarità: Jo, l’instancabile scrittrice, la sua enorme passione brucia come le candele che la accompagnano tutta la notte mentre la sua penna si riversa fulminea sulle pagine bianche; Meg e la sua passione per i vestiti e per il lusso; la piccola pittrice Amy che appare sempre due passi dietro a Jo; e Beth, la più quieta di tutte, che con la sua musica scioglie i cuori e eleva le anime.

Il film, arrivato dopo numerosissime trasposizioni cinematografiche e televisive del noto romanzo americano del 1868, modernizza totalmente i personaggi avendo, al contempo, un enorme rispetto per le vicende e per la storia.

I fatti sono narrati in ordine non cronologico, bensì facendo avanti e dietro nel tempo e sono filtrati dallo sguardo della tenace Jo March, autrice della storia nella storia.

Il passato e il presente son ben distinti dalla regista: gli eventi legati al passato (e quindi all’adolescenza delle ragazze), seppur difficili, sono come filigranati d’oro… momenti rosei e vanigliati… così come sono i bei ricordi custoditi nelle nostre menti. Il presente invece è trattato con colori più rigidi e freddi, le ragazze sono ormai delle donne e devono affrontare la vita adulta e le problematiche da essa rappresentate. I due piani narrativi sono ben bilanciati e perfettamente gestiti nel film, le attrici sono incantevoli, riprese con delicatezza e dolcezza dalla regista.

Certo, la protagonista assoluta del film è appunto Jo, con la sua creatività, la sua tenacia, la sua immensa passione per la scrittura e per l’affermazione di sé nel mondo… e soprattutto con il suo amore incondizionato per le sorelle. “La vita è troppo breve per non amarsi tra sorelle” è la sua risposta ad Amy, quando quest’ultima

le confessa di aver spostato Laurie Laurence (ben interpretato da Timothée Chalamet) che Jo aveva capito di amare… troppo tardi.

Scenograficamente il lavoro sul film appare impeccabile. La casa dei March è stata costruita a Concord, in Massachussets, ed è stata arricchita con tutti i dettagli necessari a farla sembrare una casa abitata prevalentemente da donne. Gli ambienti sono caldi e accoglienti, e c’è una perfetta sintonia con i costumi delle protagoniste.

I costumi sono ad opera di Jacqueline Durran, già autrice dei costumi di Orgoglio e Pregiudizio e Espiazione, e vincitrice del premio Oscar per i costumi di Anna Karenina.

Per i vestiti di Meg (interpretata da Emma Watson), la Durran ha attinto ai disegni di William Morris e ha usato una tavolozza di colori verde e lavanda, per Amy (Florence Pugh) ha usato come riferimento la moda parigina di fine ’800, Beth (Eliza Scanlen) invece è vestita con abiti morbidi rosa e marroni. Per Jo il riferimento principale è stato un dipinto di Winslow Homer, Alta Marea.

La curiosità (che un occhio attento può notare nel film) è che Jo e Laurie si scambiano spesso i vestiti, anche se sono di sessi diversi. E il tutto avviene con una tale naturalezza che lo spettatore nemmeno se ne rende conto. Ecco quindi che, anche attraverso i costumi, la Gerwig sembra sottolinearci il concetto: una donna ha anche una mente, oltre ad un cuore… è in grado di inseguire e realizzare i propri sogni in maniera autonoma e, anche se dovrà lottare di più per far sentire la propria voce, tratterà sempre l’uomo come un suo pari, con cui scambiarsi anche i vestiti.

di Brunella De Cola

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