Binario95: GRAZIE per ieri, per oggi e per il futuro.

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Binario95: GRAZIE per ieri, per oggi e per il futuro.

  Riceviamo ed inoltriamo con piacere la mail di ringraziamento ricevuta da Binario 95, grazie di cuore a tutti voi.…

RESOCONTO FINALE DELLA RACCOLTA DI BENEFICENZA

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RESOCONTO FINALE DELLA RACCOLTA DI BENEFICENZA

      RESOCONTO FINALE DELLA RACCOLTA DI BENEFICENZA “DONA UN’OPERA” A FAVORE DELL’ASSOCIAZIONE ONLUS “BINARIO 95“ PER L’EMERGENZA COVID-19…

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Cari Amici,

l’ASC (Associazione Italiana Scenografi, Costumisti e Arredatori) ha deciso di organizzare una raccolta fondi per aiutare il nostro paese in questo difficile momento.  

Abbiamo chiesto ai nostri soci (fra i quali anche i nostri premi Oscar) di donarci alcuni dei loro bozzetti originali ed elaborati digitali (tutti autografati) di scenografie e costumi di importanti film, di opere teatrali televisive e di opere realizzate con varie tecniche, che abbiamo raccolto in un catalogo per contribuire con una donazione-offerta ad aiutare l’Associazione BINARIO 95.

Il centro BINARIO 95, gestito dalla cooperativa sociale Europe Consulting ONLUS nasce, presso la Stazione Termini di Roma, per assistere coloro che versano in condizioni di povertà, disagio e senza fissa dimora, che sono in grande difficoltà poiché non possono rispondere all’appello #iorestoacasa in quanto non la posseggono e hanno bisogno di sostegno per poter mangiare e poter essere assistiti in questo brutto momento. Per maggiori informazioni visitate il loro sito www.binario95.it

Lo sforzo per raccogliere le immagini delle opere inviateci da casa dai nostri soci è stato enorme, ci scusiamo per alcune immagini fotografate che troverete un po’ distorte o sfocate, ma vi assicuriamo che gli originali che riceverete a casa saranno perfetti. Il catalogo contiene anche opere di  alcuni artisti non soci, o donazioni di non soci, che hanno voluto partecipare alla nostra iniziativa. Ringraziamo tutti coloro che ci hanno permesso di realizzare questo catalogo in particolare il Sig. Dino Trappetti che ha voluto donare due importanti opere (dalla sua collezione privata) della famosa scenografa-costumista Lila de Nobili. Hanno collaborato alla realizzazione del catalogo: Pasquale Ricciardi, Chiara Russo, Giancarlo Budace, Alessandra Andreano, Carlo Poggioli.

CONTATTI Per richieste ed informazioni scrivere a donaunopera@aesseci.org

o telefonare ai seguenti numeri: Chiara 339 58 01 261, Alessandra 339 76 25 903, Carlo 335 81 62 672

INVITO MASTERCLASS ASC / VIDEOCITTÁ

 

LOGO ASC 40 videocitta

Carissimi Soci,
siete tutti invitati a partecipare allo svolgimento delle sei Masterclasses all’Ex-Dogana (viale dello scalo San Lorenzo 10, 00185 Roma) organizzate dalla ASC nell’ambito della grande manifestazione VIDEOCITTÀ.
Questa iniziativa, alla sua prima edizione, darà spazio a tutte le molteplici espressioni dell’audiovisivo, attraverso un articolato programma di eventi, mostre e proiezioni durante tutta la durata del Festival del Cinema di Roma.

L’ASC sarà presente nella sezione VIDEOFACTORY- I MESTIERI DEL CINEMA , che si svolgerà all’ex Dogana di San Lorenzo, per raccontare in modo teorico e pratico cosa succede dietro le quinte e come si costruiscono sets e personaggi attraverso i nostri mestieri.

L’attenzione e lo spazio a noi dedicati sono un segnale positivo dell’incessante collaborazione con le Istituzioni volte a restituire alle nostre professionalità un ruolo importante come creatori di immagini e di Cultura.

Le Masterclasses saranno un’occasione di scambio e di incontro fra di noi, con varie personalità dello spettacolo e con il pubblico e vogliamo approfittarne per farle diventare un evento che conferma la nostra crescita come Associazione.

L’organizzazione di questa manifestazione è stata anche stavolta un’avventura impegnativa per i Soci Senior e Junior che vi hanno partecipato anche sovrapponendo questa attività ai propri impegni lavorativi.

A chi non ha potuto dedicare tempo per dare una mano volgiamo l’appello di sostenere i nostri sforzi partecipando agli incontri nei prossimi week-end all’Ex-Dogana.

Allegato troverete il programma della manifestazione.

Vi aspettiamo !!!

Il Presidente e il Direttivo
Carlo Poggioli

PROGRAMMA masterclass2018

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Gabriella Pescucci: la masterclass su L’età dell’innocenza

La costumista premio Oscar ha partecipato alla prova costume organizzata per il pubblico da ASC per Videocittà.

Il Premio Oscar Gabriella Pescucci ha tenuto la masterclass Un tuffo nel passato organizzata dalla ASC (Associazione Scenografi, Costumisti, Arredatori Italiani) per la prima edizione di Videocittà: la sala Rimessa dell’Ex Dogana di San Lorenzo, a Roma, si è trasformata per un pomeriggio in un grande camerino, dove il costumista Carlo Poggioli e Maurizio Silvi, make-up artist, e Aldo Signoretti, hair stylist, hanno trasformato una giovane attrice nella contessa Ellen Olenska, protagonista de L’età dell’innocenza, interpretata per Martin Scorsese da Michelle Pfeiffer (pellicola del 1993 che è valsa l’agognata statuetta alla costumista italiana). Scopo ultimo? Mostrare come costumista, make-up artist e hair stylist artist riescono a trasformare l’attore in un personaggio storico durante una prova costume en plein air.

Tanti i giovani tra il pubblico, molti dei quali studenti dell’Istituto per la Cinematografia e la Televisione Roberto Rossellini, attivamente coinvolti nell’organizzazione della kermesse sull’audiovisivo ideata da Francesco Rutelli.

Ed è stato proprio l’ex sindaco, affiancato da Piera Detassis (presidente e direttore artistico della Fondazione Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello, presidente della Fondazione David di Donatello) ad aprire l’incontro: “abbiamo con noi alcuni dei nomi che rappresentano la forza creativa del nostro cinema“, ha detto.

A lui il compito di consegnare a Gabriella Pescucci il premio alla carriera di Videocittà: “per il suo lavoro mai banale e per la sua capacità di creare senza smettere e senza essere mai uguale a se stessa“.

Dopo alcuni video con cui si è dato conto della lunga carriera artistica non solo della Pescucci (che annovera tra i suoi lavori, oltre a L’età dell’innocenza, C’era una volta in America di Sergio Leone, Il nome della rosa di Jean Jacques Annaud, Le avventure del Barone di Munchausen di Terry Gilliam, La famiglia di Ettore Scola, La fabbrica di cioccolato di Tim Burton e le due serie tv I Borgia e Penny Dreadful), ma anche di Carlo Poggioli (I fratelli Grimm di Terry Gilliam, Miracle at ST. Anna di Spike Lee, The Zero Theorem di Terry Gilliam, Youth, The Young Pope e Loro 1 e Loro 2 di Paolo Sorrentino), di Maurizio Silvi e Aldo Signoretti (La grande bellezza di Paolo Sorrentino, Moulin Rouge di Baz Luhrmann, Il giovane favoloso di Mario Martone, Loro 1 e 2 di Paolo Sorrentino), si è passati quindi a raccontare i mestieri delle quattro eccellenze italiane, dall’ispirazione al rapporto col regista, dal lavoro in sartoria fino al prodotto finito.

Il cinema è un lavoro di équipe: tutti mettiamo la nostra creatività al servizio del regista, per dare energia al film. La nostra non è una professione che si fa in solitudine; abbiamo bisogno degli altri“, ha spiegato la Pescucci. “Il lavoro del costumista inizia leggendo il copione: è da lì che parte ogni cosa. Non tutti costumisti sanno disegnare, anzi ce ne sono di molti anche bravissimi che non sanno farlo. Per me, però, il disegno è indispensabile per fissare un’idea e memorizzarla. È coi disegni, poi, che vado dal regista: appena mi accetta uno stile, un’atmosfera parto con la realizzazione in sartoria, uno step che può durare anche sei mesi. In tutto questo processo due cose sono importanti: la fiducia del regista nel mio lavoro e l’approvazione del budget da parte della produzione. E la seconda è di solito molto più difficile da ottenere che la prima. Per stilare un budget di spesa occorrono un paio di settimane: giorni lunghi e sofferti in cui sei consapevole che se la cifra proposta è troppo alta, la produzione andrà dalla concorrenza; ma se è troppo bassa, poi dovrai cavartela con risorse insufficienti“.

Due i registi a cui va il pensiero della costumista, oltre al maestro Piero Tosi : “Leone e Scorsese. Sergio era un uomo brusco, di poche parole ma di una sensibilità estetica meravigliosa. Con Martin, invece, abbiamo parlato tanto delle coloriture. Stavamo mettendo in scena un’epoca mai fatta prima al cinema (L’età dell’innocenza è ambientato nella New York del 1870, ndr.) e dovevamo fare tutti i costumi nuovi anche delle comparse. Una cosa che di solito non è necessario fare, perché le sartorie, come la Tirelli, hanno a disposizione centinaia di abiti per ogni periodo storico che i costumisti possono affittare. Sono i protagonisti principali che si fanno sempre, perché lo spettatore riconoscerebbe immediatamente un abito già indossato“.

Ed è stato impossibile, infatti, non riconoscere l’abito verde indossato dalla Pfeiffer (il capo originale, proprietà della Fondazione Tirelli) scelto per la prova costume. A completare l’opera, il make-up stile fine Ottocento, molto naturale come si usava allora e realizzato con polveri colorate (“polvere di riso e belletto, ma utilizzati in modo molto naturale, a differenza della copertura pesante e artificiosa preferita invece nel Settecento“, ha spiegato Maurizio Silvi), e l’acconciatura fatta con ferro caldo e qualche treccia posticcia.

Infine, prima dei saluti, il consiglio ai più giovani: “non abbiate fretta di firmare subito il primo lavoro, ma fatevi le ossa accanto ai più grandi e imparate da loro il più possibile. C’è sempre tempo per spiccare il volo e quando lo farete saprete andare lontano“, ha concluso Carlo Poggioli.

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Ferretti e Lo Schiavo, masterclassa Videocittà sui segreti del set

Sei Oscar in due, una carriera internazionale e tanti progetti: Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, coppia d’oro sia sul set sia nella vita,  protagonisti della masterclass ”L’arredamento è atmosfera” che, nell’ambito di Videocittà,  domenica 21 all’Ex Dogana di San Lorenzo, moderatrice Piera Detassis. Scenografo lui, set decorator richiesta e premiata (otto nomination e tre Academy tra gli altri riconoscimenti) in tutto il mondo lei, Ferretti e Lo Schiavo raccontano i segreti del loro lavoro che, nato e tuttura poggiato su basi meravigliosamente artigianali, li ha portati a dare sostanza visiva ai film più significativi degli ultimi decenni: da Prova d’orchestra di Federico Fellini a Il Barone di Münchhausen di Terry Gilliam fino ai tre che hanno fruttato alla coppia sei Oscar, tre per ciascuno: The Aviator di Martin Scorsese (2005), Sweeney Todd - Il diabolico barbiere di Fleet Street di Tim Burton (2008), Hugo Cabret diretto ancora da Scorsese (2012).


STUDIARE TANTO. «Oggi, malgrado l’impiego sempre più massiccio della grafica computerizzata che crea gli ambienti virtualmente, la scenografia e l’arredamento di scena continuano ad essere importantissimi», spiega Dante, «e il nostro lavoro continua ad essere molto ambito. Ai tanti giovani che mi chiedono consigli su come intraprendere la carriera di scenografo, suggerisco di studiare tanto come ho fatto io che iniziai diplomandomi all’Accademia di Belle Arti. E farsi poi prendere a bottega da un professionista. Il mio pigmalione fu Luigi Scaccianoce che nel 1964 mi portò sul set del Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini con cui avrei collaborato altre otto volte».


I PROGETTI. Nell’immediato futuro di Ferretti e Lo Schiavo c’è il nuovo film di Martin Scorsese The Killer on the Flower Moon, interpretato da Robert De Niro e Leonardo DiCaprio: «Siamo già stati in Oklahoma per i sopralluoghi», rivela lo scenografo, «il film racconterà gli omicidi avvenuti tra i membri di una tribù indiana in dopo il ritrovamento del perolio nel loro territorio». Tra cospirazioni, delitti e complotti, la situazione degenerò rapidamente obbligando il governo a prendere il controllo e a permettere l'ascesa di J. Edgar Hoover, a capo delle indagini. «Sarà la nostra decima collaborazione con Scorsese: lui, Pasolini e Fellini rappresentano i miei eroi», aggiunge Ferretti che al Bellini di Catania curerà le scene e la regia de La Capinera, l’opera di Mogol e Gianni Bella ispirata all’omonimo romanzo epistolare di Giovanni Verga.


L'ALTRA META'. Il film più difficile, quello a cui è più affezionato? «Coincidono: penso a Il Barone di Münchhausen che nel 1988 richiese un lavoro lungo e complicato ma poi mi spalancò le porte di Hollywood», dice Ferretti. Francesca? «E’ l’altra metà della mia fantasia, senza di lei non sarei dove sono». La coppia, abituata a pensare in grande, lavora all’estero. «L’ultima volta che ho curato un film italiano è stato tenato tempo fa», racconta Dante, «correva il 1990, il film era La voce della Luna di Fellini e avevo ancora i capelli». 

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