Il convegno

Martedì 13 dicembre 2022, ASC si fa promotrice di un grande convegno internazionale,

La magia del cinema dietro la macchina da presa

Profilo, caratteristiche e prospettive di scenografi, costumisti, arredatori e artigiani nell’ottica del decennale della rivista Scenografia&Costume.

La conferenza, organizzata grazie a un bando del Ministero della Cultura , è volta a spiegare a istituzioni pubbliche e private le specificità delle professioni del dietro le quinte e le loro urgenze, prime fra tutte un nuovo approccio al diritto d’autore, che possa rendere giustizia all’autorialità di scenografi e costumisti durante il processo creativo, cinematografico, teatrale e televisivo, e la necessità sempre più indifferibile di una alta formazione professionale, che possa mantenere la qualità del lavoro dei professionisti, degli artigiani e delle maestranze a quei livelli di eccellenza per cui sono stati sempre famosi nel mondo e che ora nuove esigenze produttive e nuove sfide tecnologiche mettono sempre più a rischio. Per questo motivo, è stato commissionato ad ACTA - Associazione Cultura Turismo Ambiente e al dipartimento SARAS dell’Università la Sapienza una ricerca sulle figure del costumista, dello scenografo e dell’arredatore, sull’evoluzione del mestiere, sulla filiera economica e sulle dinamiche all’interno della produzione, i cui risultati sono condivisi durante il convegno. Nella fascia pomeridiana, invece, sono in programma tre panel tematici, Evoluzione professionale a confronto di Europa ed estero; Le professioni di fronte alle nuove esigenze produttive e alle sfide presentate dall’algoritmo; Archivio e diritto d’autore: l’importanza della conservazione per la proprietà intellettuale delle opere.

 

The conference

On Tuesday, December 13, 2022, ASC was the promoter of a large international conference,

The Magic of Cinema Behind the Camera

Profile, characteristics and prospects of production designers, costume designers, set decorators and craftsmen in the perspective of the 10th anniversary of the Scenografia&Costume magazine.

Italy’s Ministry of Culture launched a call for organising the conference, which had the goal to outline the specific characteristics of behind-the-scenes careers and their urgent needs to public and private institutions. Its main highlight is on a new approach to the author’s right that can render justice to the authorship of production and costume designers during the creative process for film, theatre and television, and the compelling necessity for higher vocational training, so that the quality of the work of professionals, craftspeople and workers can be maintained at the levels of excellence they have always been internationally renowned for. Indeed, the latter are now at risk more than ever due to new production requirements and new technological challenges. For this reason, ACTA - Associazione Cultura Turismo Ambiente and the SARAS department of the Sapienza University of Rome were entrusted with carrying out research into the profiles of the costume designer, production designer and set decorator; into the way the job has evolved; into the economic supply chain and the production dynamics. The related results were shared during the conference. In the afternoon session, three thematic panels were scheduled, namely Comparison between professional evolution in Europe and abroad; The professions facing the new production needs and the challenges emerging from the algorithm; Archiving and author’s rights: the importance of conservation for the intellectual property of works.

 

Mid90s: scenograficamente catapultati negli anni ’90

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Una delle parole chiave del fantastico film di Jonah Hill, “Mid90s”, è senz’altro “autenticità”. Sì… perché a partire dalla superba regia di Hill, passando per la scenografia e i costumi, fino alla recitazione dei protagonisti, il film ci trasporta nel bel mezzo degli anni ’90, riproposti alla perfezione.

Mid90s, ambientato appunto nel 1995, narra la calda estate del tredicenne Stevie, che vive con la madre single e un fratello maggiore piuttosto prepotente. Il ragazzino si avvicina ad un gruppo di skaters: il coetaneo Ruben, lo sballato Fuckshit, il timido Fourth Grade e il capo carismatico Ray. Ben presto i quattro non solo diventano i suoi migliori amici, ma una sorta di famiglia acquisita, un punto di riferimento nella crescita di Stevie, ribattezzato Sunburn dall’amico Ray.

E così, sulle note dei Nirvana e dei Wu-Tang Clan, assistiamo ad un bellissimo racconto di formazione, che scivola nei nostri cuori veloce come lo scorrere degli skate di Stevie e Ray su strada al tramonto.

È Jahmin Assa, già scenografo per Gus Van Sant di Don’t Worry He Won’t Get Far On Foot, a firmare il film come production designer.

In una mini intervista racconta un po’ del suo lavoro: la ricostruzione degli ambienti californiani degli anni ’90, dal negozio di Skate alla casa del protagonista Stevie:

«È strano pensare che il 1995 sia stato più di 20 anni fa… questo ha fatto sì che ci siamo ritrovati a ricostruire comunque un’“epoca”. Jonah e io abbiamo parlato a lungo del fatto di non fare un "inno agli anni '90" con tutti gli oggetti di scena e i vestiti più ovvi. Chiaramente, per ricostruire un certo anno, devi includere nella scenografia anche oggetti ed elementi antecedenti alla data della tua storia. Bisogna “stratificare” la scena. Le case dovevano sembrare come se fossero state arredate a metà degli anni '80 e su questa base siamo andati poi ad aggiungere elementi.

Per il negozio di skate abbiamo immaginato un ambiente semplice, un po’ precario… come se stesse per chiudere la settimana successiva, come se la grafica fosse stata fatta da chiunque sapesse disegnare alla buona. Il negozio di skate è stato senz’altro l’ambiente più difficile, perché sapevamo che se avessimo commesso degli errori, sarebbe apparso immediatamente falso.

Per la casa di Stevie, due elementi ci sembravano essenziali: un lungo corridoio che collegava le camere da letto, per la scena di combattimento tra Stevie e suo fratello maggiore Ian, e un piazzale esterno per il piccolo Stevie in cui esercitarsi sul suo skate. Abbiamo voluto mantenere la palette dei colori della casa a bassissimo contrasto, con molte creme, beige e legni chiari. La vita di Stevie doveva apparire molto vanigliata, suburbana e insipida prima che si aprisse al mondo più ricco della città e al negozio di skate.

Ian, il fratello di Stevie, era descritto in sceneggiatura come un ragazzo arrabbiato, con un disturbo ossessivo compulsivo, amante dell’hip-hop. I CD, le musicassette, le sneaker Jordan, i poster hip-hop, i cappellini da baseball, sono stati riposti in modo preciso. Abbiamo inoltre aggiunto le spade dei samurai e una panca da allenamento per esprimere la sua rabbia.

La stanza di Stevie inizialmente si configurava come la tipica stanza per bambini degli anni '90: disordinata, piena di poster di Pogs, Teenage Mutant Ninja Turtles, Beavis and Butthead e Space Jam. Successivamente però avrebbe lasciato il posto alla sua nuova individualità e carattere del protagonista: abbiamo sostituito i poster con altri elementi più da teenager, come per esempio lo Slap Skate Magazine attaccato alle pareti

 

di Brunella De Cola

 

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