Ci ha lasciati Elena Ricci Poccetto, la prima Scenografa donna Italiana

"Ci ha lasciati Elena Ricci Poccetto, la prima Scenografa donna Italiana"

 

 

Cari Soci e Colleghi,
ci ha lasciati la collega e amica carissima Elena Ricci Poccetto, Poccetto come tutti noi la chiamavamo, una persona cordiale, disponibile, amichevole di una simpatia unica,
una delle prime scenografe donna, una grande professionista e artista.
Onoranze celebrate mercoledì 25 luglio, nella Basilica Santa Maria Montesanto (Chiesa degli Artisti), Piazza del Popolo a Roma alle ore 16:00

Un affettuoso abbraccio a Elena Sofia e alla famiglia.
il Direttivo A.S.C.

Casablanca Casablanca1984bis

Casablanca 1984


 

Quanti film sono stati pensati, raccontati, scritti, discussi nella sua casa sulla spiaggia al Villaggio dei Pescatori di Fregene, in costume da bagno mangiando telline e pesce arrosto, o d’inverno nel grande salotto accogliente di Acilia. Da Poccetto era sempre così, la casa piena di amici, attori, registi, direttori della fotografia, figli piccoli e quelli che si consideravano figli grandi perché da lei trovavano un’atmosfera familiare e accogliente.

Poccetto lavorava spesso con gli stessi registi che la conoscevano bene e sapevano che oltre al talento aveva una rara capacità di districarsi in qualsiasi situazione, e i direttori della fotografia sapevano che non c’era inquadratura che lei non controllasse direttamente dalla macchina da presa, e così faceva con tutti gli altri reparti partecipando al lavoro di tutti.

Poccetto era un’artista, aveva un’energia fuori dal comune, inventava ambienti trovando posti suggestivi e originali, spesso facendo solo qualche disegno su un pezzo di carta, parlava e si capiva subito dove voleva arrivare, i registi si fidavano e la lasciavano fare, i produttori le davano carta bianca perché sapeva organizzare sempre bene le risorse del suo reparto, riusciva ad ottenere il massimo da tutti e i suoi collaboratori la seguivano lavorando con lo stesso entusiasmo e la stessa forza per film grandi e piccoli.

Sempre presente sul set, controllando anche il più piccolo dettaglio e affrontando i problemi con intelligenza e una rapidità fuori dal comune.

Era l’estate del 1981 e dopo averla tormentata di telefonate, finalmente riesco ad incontrarla, stava seguendo le costruzioni per un film di Alfredo Angeli alla Elios sulla Tiburtina. Fatte le dovute presentazioni e dopo un giro nei teatri, senza por tempo in mezzo mi mise un pennello in mano e mi disse di cominciare a verniciare dei vecchi fustini per la lavatrice.

Ricordo che avevo i miei pantaloni bianchi preferiti e dei mocassini chiari, al decimo fustino ero piena di schizzi di vernice lavabile colorata...che si chiama così perché una volta asciutta puoi lavare quanto ti pare ma non la togli più!

Da quel giorno non ci siamo più lasciate.
Oggi ancora mi porto dentro le cose che mi ha insegnato, l’entusiasmo, l’onestà, quella generosità che metteva nel fare le cose senza tirarsi mai indietro, con tutta la forza, quasi a dimostrare che nonostante fosse una donna, anche bella e corteggiatissima, poteva fare bene un mestiere che prima di lei facevano solo gli uomini.

A una grande indimenticabile amica, Livia bionda