Venerdì 22 Settembre 2017
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Press news

Un futuro nel cinema e nel teatro

 

Post diploma: a lezione da Baraldi

 

 Un futuro nel cinema e nel teatro

 Successo del nuovo corso regionale per diventare «Tecnico di allestimento scenico»

DI LISA OPPICI

 

Aria di cinema nell’Aula Magna del Liceo artistico Toschi. In cattedra Lorenzo Baraldi, grande scenografo parmigiano con un curriculum che parla da solo.

Davanti a lui una ventina di ragazzi provenienti da tutta la regione (da Parma a Modena, da Bologna a Ravenna), impegnati nel primo modulo del corso Ifts per «Tecnico di allestmento scenico per cinema e teatro»: uno dei percorsi di Istruzione e fomazione tecnica superiore (Ifts) finanziati dalla Regione Emilia Romagna attraverso il Fondo sociale europeo.
Ampia la rete di soggetti coinvolti nel corso, completamente gratuito e coordinato dall’ente di formazione accreditato Forma Futuro: al Liceo Toschi si affiancano l’Ipsia, la Fondazione Teatro Regio, l’Associazione Italiana Scenografi Costumisti Arredatori, diversi teatri (Teatro Due, Teatro Lenz, Teatro al Parco), l’Università e numerose altre realtà pubbliche e private.

 

 

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UN PERCORSO ALTERNATIVO

«Ci sono ragazzi con provenienze diverse, alcuni sono anche nostri ex studenti: il bando era rivolto a persone con diploma di scuola superiore, occupate o inoccupate», spiega Marco Bennicelli, insegnante del Toschi, che nel corso svolge funzioni di tutoraggio e coordinamento. «Noi - aggiunge - l’abbiamo ideato e costruito pensando ai ragazzi che escono da scuola, come alternativa al percorso universitario o accademico, visto che nel cinema e nel teatro tendono sempre più a mancare figure tecniche importantissime come gli artigiani».

Nel complesso 88 le domande di iscrizione: «Alla fine abbiamo selezionato 21 persone - osserva Bennicelli -. Il programma, iniziato il 23 novembre, si compone di un’ampia serie di contenuti specifici per teatro e cinema. In tutto sono 800 ore: 560 di teoria e pratica e 240 di stage in realtà del settore; è prevista anche un’attività di laboratorio, che svolgeremo al Teatro Regio.

DI LISA OPPICI

 

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RAGAZZI SODDISFATTI

Lorenzo Baraldi cura la parte di scenografia e scenotecnica per il cinema, più avanti sarà invece Antonio Ma- stromattei a occuparsi di scenografia e scenotecnica per il teatro».

Cosa pensano i ragazzi di questi primi giorni? L’impressione generale è molto positiva. Strappiamo alcuni di loro al tavolo di lavoro - fra bozzetti e modellini - per una breve chiacchierata: sono Peter Filippetti, Ilaria Barbieri, Michele Squeri, Maria José Golinelli e Irene Scardavilli. Qualcuno già lavora, la maggior parte spera di trovare qui buone credenziali per una professione nel cinema o nel teatro. «Il bello - osservano - è che gli insegnanti sono professionisti del settore, con un’esperienza diretta importante: questo è senz’altro un grande valore aggiunto per il corso».

Un corso, dicono, che «dà uno sguardo sul cinema del passato, un cinema perduto che in Italia si sta rimettendo in moto: dopo averlo insegnato in tutto il mondo noi siamo rimasti indietro, e ora gli artigiani scarseggiano. Ci sono i grandi scenografi, ma le «manovalanze» non ci sono più: spesso per questi lavori le produzioni si rivolgono all’estero». L’obiettivo dunque è far sì che, anche grazie a loro, riacquisti vigore e trovi nuova linfa la grande tradizione artigianale italiana. Loro, i ragazzi, ci credono: «Se c’è effettivamente un vuoto - affermano - si potrebbe trovare lo spazio per riempirlo», magari anche mettendosi insieme e diventando imprenditori di se stessi.

Per ora le basi sembrano buone: «Si è creato un bel gruppo», osservano, sottolineando anche «la bella accoglienza da parte dei negozianti qui intorno: anche questo è importante». 

 

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Il grande prof: «Un lavoro di fatica, impegno e sacrificio»

 

Il prof non ha certo bisogno di presentazioni. Sono i suoi lavori a parlare per lui: da «Amici miei» a «Un borghese piccolo piccolo», da «Nudo di donna» a «Il postino».

Lorenzo Baraldi, scenografo parmigiano allievo del Toschi («ne ho un ricordo bellissimo»), una miriade di film con alcuni dei nostri più grandi registi e attori, 16 dei quali con Mario Monicelli («Mi ha insegnato tutto: la trasparenza, l’onestà, il rigore, la decisione»), si è buttato con entusiasmo in questo progetto, attraverso il quale cerca di trasmettere ai ragazzi tutta la passione ma anche la fatica di un mestiere. «Finora abbiamo lavorato dieci giorni per 7 ore al giorno: ho cercato di far capire loro che il lavoro del cinema è anche fatica, impegno, sacrificio.

 

 

Non è una passeggiata», spiega Baraldi, che aggiunge: «Con il mio assistente Mario Tasciotti li seguiamo molto». Ottima, per Baraldi, la scelta di puntare alla preparazione di tecnici: «Perché gli artigiani non abbondano, tutt’altro. Molti sono anziani, e non c’è ricambio generazionale. In realtà devo dire che i giovani conoscono pochissimo questi mestieri, anche perché nessuno gliene parla. Nel cinema non ci sono solo scenografie e costumi, ma una marea di altri lavori: dai pittori ai falegnami, dai decoratori a tutte le attività legate al vetroresina. C’è un bisogno assoluto di queste figure, che sono a tutti gli effetti co-autori: lo scenografo fa il disegno, ma per realizzarlo si affida a loro.

Ed è importante sottolineare che le opportunità di lavoro non si limitano al cinema o al teatro: basti pensare alla moda, dove non c’è più la semplice passerella ma ogni sfilata ha una sua scenografia».

I ragazzi del corso («i miei aiuti scenografi») sono stati messi subito all’opera: «Ho sottoposto loro un copione, un lavoro che avevo fatto io. Gliel’ho fatto mandare per e-mail e poi gliene abbiamo dato una versione cartacea: l’abbiamo letto, ne abbiamo parlato e ci siamo confrontati. Poi hanno iniziato a lavorare: ciascuno ha scelto una scena e ora prova a realizzarla, facendo tutto: dal disegno architettonico al modellino e a piccoli bozzetti. Come stanno andando? Sono contento, stanno lavorando molto bene»

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ROMA SI CANDIDA AD ENTRARE NEL NETWORK UNESCO DELLE CITTA’ CREATIVE

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COMUNICATO STAMPA 

 

Il 16 ottobre, in occasione dell’apertura della Festa del Cinema e di MIA, si terrà l’incontro

La candidatura di Roma a Città Creativa Unesco per il Cinema. Presentazione, spunti e riflessioni” 16 ottobre 2015 | ore 10 Roma | Terme di Diocleziano | Spazio Rai.Com - Luce

A luglio 2015 la Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco ha candidato Rome City of Film nel Network Unesco delle Città Creative, che riunisce finora 69 città di 32 Paesi diversi. Con questa iniziativa gli enti pubblici e privati del settore cinematografico e audiovisivo di Roma hanno voluto consolidare il processo di sviluppo locale in atto per condividere, valorizzare e promuovere nel Network Unesco l’identità, la storia, le esperienze, la professionalità e la governance della Città che intende rilanciare e rinvigorire la propria industria creativa e culturale. In attesa della valutazione finale, prevista l’11 dicembre 2015, la Fondazione Cinema per Roma, soggetto deputato a coordinare tutte le attività dell’iniziativa promossa da Roma Capitale, organizza l’incontro “La candidatura di Roma a Città Creativa Unesco per il Cinema. Presentazione, spunti e riflessioni”.

Il dibattito si inserisce nel programma degli eventi a sostegno della candidatura di Roma e si tiene il 16 ottobre alle ore 10 presso le Terme di Diocleziano - spazio Rai.Com - Luce, in occasione dell’apertura della Festa del Cinema e del Mercato Internazionale dell’Audiovisivo. Ideato in collaborazione con Roma Capitale e Istituto Luce Cinecittà, l’incontro costituisce l’occasione per confrontare gli obiettivi e i risultati previsti dal piano di sviluppo della candidatura di Roma con le più avanzate e fertili esperienze nazionali e internazionali sul rapporto tra città, politiche urbane e industrie creative e culturali. Al convegno sono stati invitati a partecipare gli interlocutori delle città titolate al network Unesco, i decisori nazionali e internazionali e alcuni esperti di economia della cultura; al loro fianco, gli operatori dell’audiovisivo e delle realtà culturali e socio-economiche di Roma e del Lazio.

Interverranno, nell’ordine: Lidia Ravera, Assessore alla Cultura e alle Politiche Giovanili Regione Lazio, Piera Detassis, Presidente Fondazione Cinema per Roma, Roberto Cicutto, Presidente e AD Istituto Luce Cinecittà, Giovanna Marinelli, Assessore alla Cultura e allo Sport Roma Capitale, David Wilson Direttore Bradford UNESCO City of Film, Vittorio Salmoni Direttore Fabriano Città creativa UNESCO Crafts and Folk Art, Yves Ullmann, sceneggiatore francese, Richard Bean, regista e produttore francese, Silvia Costa, Presidente della Commissione Cultura e Istruzione del Parlamento Europeo, Valentina Montalto, Kea European Affairs, Daniele Pitteri, Fondazione Forum delle Culture Napoli, Maurizio Carta, Università degli Studi di Palermo. Modera Luca Lo Bianco, Assessorato alla Cultura e allo Sport Roma Capitale.

Ufficio stampa: press@romecityoffilm.com | www.romecityoffilm.com

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INCENDIO ARREDEDAMENTI CINETEATRALI GRP POSTIGLIONE

L'ASC TUTTA ESPRIME LA MASSIMA SOLIDARIETA'  a Renato Postiglione e ai suoi figli, per i gravi danni subiti a causa dell'incendio che alle 3 della mattina del 10 settembre  è divampato in via delle Genziane, a Colle Fiorito di Guidonia, distruggendo completamente il vasto capannone di arredamenti cinematografici.
Con l'incendio del deposito di Postiglione è andata distrutta la memoria storica riguardante gli arredamenti dei film italiani dagli anni 50/60 ad oggi.....dai film di Visconti a Sergio Leone e tanti altri ancora.......un disastro incommensurabile!

Con stima e affetto
IL DIRETTIVO ASC

Cari Soci,
il danno che Renato Postiglione ha subito è di una gravità enorme.
Quasi tutti i suoi STORICI arredi distrutti, praticamente in fumo una parte di storia del cinema.
Con Lorenzo Baraldi, Alida Cappellini ed il direttivo abbiamo cercato di capire immediatamente cosa avremmo potuto fare per dargli una mano.
Lo abbiamo immediatamente contattato e ci è stato da lui chiesto di aiutarlo nel trovare uno spazio per ricoverare quel poco che non è andato in fumo e la parte di arredi che aveva noleggiato su differenti set.
Abbiamo immediatamente contattato Cinecittà nella persona di Giuseppe Basso che si è subito dimostrato favorevole a concedergli immediatamente uno spazio adeguato al fabbisogno di Renato.
Ci sembra importante che nei momenti di difficoltà ASC possa stare vicino e aiutare chi, in tutti questi anni , è ed è stato la storia dell’arredamento per il cinema, il teatro, la televisione,la pubblicità, l’opera.

Un caro saluto a tutti,
Giovanni Licheri

Cari tutti inoltriamo la mail di risposta di Bruno Schiavi alla nostra per Postiglione,
Ne abbiamo presa una ad esempio, ma ne abbiamo ricevute molte altre che saranno pubblicate di seguito.
Ringraziamo tutti quelli che hanno voluto, come noi, essere solidali con Postiglione.

 


 

"Carissimi ASC come già detto sono pronto ad aiutare il mio amico Renato,

se mi telefona che non ho il suo numero personale posso dirgli he i mie divani poltrone  sono suoi gratuitamente.

un saluto"

Bruno Schiavi


 

"Cara alessandra, nel mio piccolo se posso fare qualcosa ne sarei ben lieto fammi sapere a presto"

Mario Fontana Arnaldi


 

"Bravissimi!!!
Siamo rimaste male anche noi nel leggere la notizia.
Un danno enorme....la storia dell'arredamento nel cinema.
Condividiamo in pieno questa vostra iniziativa e il fatto di essere sempre così immediati nell'intervenire.
E' importante!!"
 
Un grande abbraccio
Lucia e Erica

Lucia Nigri
Architetto Scenografo
Studio Tondoquadro SNC


"Bene,
Certamente dobbiamo essere uniti!!!

Ciao Giovanni come stai?
Un caro saluto ad Alida."

Susanna Aldinio


 

 "Questa è solidarietà!
Fiera di essere parte di questa meravigliosa associazione."


Vize Ruffo


"Condivido l'iniziativa solidale.
ci sono momenti che bisogna stare uniti quando qualcuno ha bisogno di un aiuto.
un gesto nobile che ci fa onore."

Ida Stampanone


 

"Grazie una bella notizia"

Cinzia Lo Fazio


 

"Ottimo lavoro. Grazie"

Marco Cardilli


 

"Bravi! È una bellissima iniziativa è un modo concreto di partecipare a quest'enorme danno per il cinema per Renato è per tutti noi."

Stefano Maria Ortolani


 

"Cari Colleghi
Sono molto scosso da quanto successo , ma anche un po'confortato da quanto la nostra associazione e'riuscita brevemente ad organizzare , grazie anche alla disponibilita'di Cinecitta studios, mi auguro soltanto che questa mozione, possa far ripartire gli animi della famiglia Postiglione, dandogli speranza e nuove energie. Sicuro di interpretare l'augurio di noi tutti, ringrazio il presidente Giovanni Licheri, e tutto il corpo dell'associazione coinvolto in questa lodevole e affettuosa mozione."

Lucio Di Domenico

 

 

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SCOMPARSA DI BRUNO PIERONI

CON IMMENSO DISPIACERE ACCOGLIAMO LA NOTIZIA DELLA SCOMPARSA DI BRUNO PIERONI.


ESPRIMIAMO LE NOSTRE PIU' SENTITE CONDOGLIANZE A TUTTA LA FAMIGLIA.


Come comunicatoci da Massimo Pieroni, informiamo a chi desidera dare un ultimo saluto a Bruno che le esequie verranno celebrate domani 2 settembre alle ore 11.30 presso la Parrocchia S. Ambrogio in Via Girolamo Vitelli n. 23 (nelle vicinanze del laboratorio).

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IN RICORDO DI CARLO POMPEI

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Il cinema é un gioco di dettagli. Le scarpe sono uno di quei dettagli che se giuste passano inosservate, ma se sbagliate saltano subito all'occhio "

Carlo Pompei

 

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Spesso accanto alla scarpa c'e' l'abito indossato in una scena significativa.

Per esempio, quando Claudia Cardinale ballava con Burt Lancaster nel "Gattopardo" di Visconti: lei è Angelica, la sensuale donna di Tancredi, e lui è il declinante principe Salina.

Gli scarpini di Angelica - Claudia creati da Carlo Pompei, che per anni ha ricoperto il ruolo di "calzolaio delle stelle", superano come sex-symbol lo stesso costume di scena.

Dagli anni ’30 la ditta Pompei crea calzature per il mondo dello spettacolo.

Fondata nel 1932 dai fratelli Ernesto e Luigi che dalle Marche giungono a Roma, l’azienda ha attualmente succursali in varie città d’Europa e d’America.

Grazie alla professionalità con cui interpretano e rielaborano i modelli adatti per le scene, i Pompei lavorano per i più importanti registi italiani - da Blasetti a Fellini, da Leone a Rossellini, da Pasolini a Zeffirelli, da De Sica a Visconti - e stranieri tra i quali Houston, Kubrick e Polanski. Per il film “L’Ultimo Imperatore” di Bertolucci.

Anche prestigiosi palcoscenici come la Scala di Milano o la Commédie Française si affidano alle creazioni del calzaturificio romano.  Le scarpe di scena di Calaf, Timur e del Principe di Persia per l’opera Turandot.

Lo studio attento e filologico dei personaggi e dell’ambiente, l’approfondita conoscenza dei materiali e delle tecniche fanno sì che le scarpe di Pompei, pur nel rispetto della veridicità storica, siano confortevoli per gli artisti e nello stesso tempo siano il simbolo della transitorietà di una creazione artistica.

 

The iconic shoe from the 1963 film Cleopatra, directed by Joseph L. Mankiewicz and starring Elizabeth Taylor.

 

Ci piace ricordarlo così...

 

 

 

 

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