Mercoledì 20 Settembre 2017
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Press news

Tacheles: a Berlino l’arte non ferma la gentrificazione

A lungo si è parlato della vendita del Tacheles, casa occupata e associazione artistica di Berlino che dal 1990, accogliendo artisti provenienti da diversi paesi, ha rappresentato il simbolo della cultura alternativa.
Un docudrama di Stefano Casertano ne racconta la fine, avvenuta tra il 2012 e il 2013: The Last Days of Tacheles è stato presentato giovedì 3 luglio alla Casa del Cinema di Roma dopo la calorosa accoglienza ricevuta al Rome Indipendent Film Festival nel marzo di quest’anno.
All’incontro, oltre al regista, erano presenti Zuleika Munnizza, a cui si deve il progetto di ricerca Berlino Explorer e Monica Manganelli, giovane scenografa che lavora ormai da svariati anni nella città tedesca.

Ai tre il compito non solo di introdurre il film ma anche e soprattutto di spiegare cosa è stato il Tacheles e in che modo sia immagine di una Berlino che non c’è più.

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Dibattito sul " Diritto di cronaca e mezzi di comunicazione"

Il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale dell’Università Sapienza di Roma

in collaborazione con l’Istituto Giuridico dello Spettacolo e dell’Informazione

 Venerdì 14 marzo 2014 ore 16.00

presso Centro congressi Facoltà di Scienze della comunicazione

via Salaria 113 – Roma

presentano il dibattito in tema di:

Diritto di cronaca e mezzi di comunicazione

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Oscar 2014, tutti i premi

   Non solo Sorrentino. Ecco i premiati . La cronaca della serata di Los Angeles

Red carpet bagnato, red carpet fortunato. Sicuramente per Paolo Sorrentino che, baciato dal sole riapparso dopo quattro giorni di pioggia sulla Hollywood Boulevard del Dolby Theatre di Los Angeles a poche ore dalla consegna degli Oscar, ha mantenuto la sua promessa.

Con “La grande bellezza”, infatti, il regista napoletano riporta in Italia l’ambito premio come miglior film straniero, dopo quindici anni da “La vita è bella” di Roberto Benigni e dopo otto anni dall’ultima nomination italiana de “La bestia nel cuore” di Cristina Comencini.

Un premio annunciato, quello di Sorrentino. Non solo dal favore di critica riscosso dal film all’estero già durante il Festival di Cannes, dal quale però era tornato a casa a mani vuote, ma soprattutto dalla tripletta di premi conseguita nei mesi scorsi, guadagnandosi il Golden Globe, il Bafta e ben quattro European Film Award. Senza contare l’efficacia della campagna promozionale che ha accompagnato “La grande bellezza” nel suo viaggio verso l’Oscar.

Un premio annunciato, peraltro, già dalla musica di “Nuovo Cinema Paradiso” scelta per accompagnare i due attori Viola Davis e Ewan McGregor incaricati di lanciare la cinquina dei film non in lingua inglese candidati come migliore pellicola straniera, prima di proclamare vincitore “La grande bellezza”. Sul palco a ritirare la prestigiosa statuetta un raggiante Toni Servillo e il produttore Nicola Giuliano al fianco di Paolo Sorrentino, che ha dedicato il premio alla sua famiglia e all’intera squadra, ma anche alle sue fonti di ispirazione «i Talking Heads, Fellini, Martin Scorsese e Maradona, oltre che a Napoli e a Roma».

Vince così un film che, almeno in Italia, aveva spaccato in due critica e pubblico. Mettendo, da una parte, chi dalla pellicola è rimasto folgorato e, dall’altra, chi proprio non è riuscito ad amarla. Non per mancanza di qualità cinematografiche, indiscutibili come sono indiscutibili l’abilità registica di Paolo Sorrentino e la bravura di Toni Servillo nell’incarnare la maschera del giornalista Jep Gambardella. Quanto piuttosto per il tono compiaciuto e pedante e per alcune debolezze di sceneggiatura, evidenti soprattutto nella parte finale del film incentrata sulla figura rugosa e sdentata della Santa. Con un risultato d’insieme che fa rimpiangere la mancata corsa agli Oscar del precedente “This must be the place”, attraversato da una potenza visiva e musicale lacerante, e che trova la spiegazione del successo americano anche nel cameo poco edificante che dedica nel suo “The wolf of Wall Strett” all’Italia il maestro Martin Scorsesevero grande deluso di questa edizione degli Oscar, da cui il suo “Lupo” torna a casa a mani vuote nonostante le cinque nomination, così come “American Hustle” di David O. Russell nonostante le dieci candidature.

Perplessità a parte, tuttavia, resta il merito de “La grande bellezza” di avere riacceso i riflettori sul cinema italiano anche in patria, non solo Oltreoceano, dove peraltro sono già in programma numerose attività promozionali di rilancio della cinematografia nostrana, attraverso film storici e pellicole più recenti.

TUTTI I PREMI

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Buon compleanno Cinema di TV2000

Puntata speciale di Nel cuore dei giorni Arancio, condotta da Fabio Bolzetta, dedicata al Cinema.

Interviste esclusive al nostro Vice Presidente Lorenzo Baraldi e all'attrezzeria scenica di Rancati

In studio: Rino Barillari il "re dei paparazzi"; Lorenzo Baraldi ,scenografo, nato a Parma nel 1940. In collegamento da Guidonia (Roma) il nostro Vito D'Ettorre ci porta nel magazzino della ditta Rancati, che quest'anno festeggia i centocinquanta anni di attività nel campo cinematografico.

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The Art of Cinematography

Un estratto dal video The Art of Cinematography realizzato da Daniele Nannuzzi (AIC) e dal maestro Francesco Cara
che ha composto ex-novo la colonna originale, per il libro The Art of Cinematography di Vittorio Storaro (AIC, ASC)

che celebra i 150 Autori della Fotografia che hanno fatto la storia del cinema.

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