Lunedì 18 Dicembre 2017
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Cinecittà 80,fatti e personaggi tra il cinema e la cronaca

luce invito

Il 18 dicembre 2017 ore 12.30 sarà inaugurata a Cinecittà,

TEATRO 1, la mostra

Cinecittà 80,fatti e personaggi tra il cinema e la cronaca

progettata da Alida Cappellini e Giovanni Licheri (ASC) , prodotta da Cinecittà Luce e Ansa

 

 

Il 28 aprile 2017 gli studi cinematografici di Cinecittà hanno compiuto 80 anni, un anniversario importante che coincide con il 6° anniversario di Cinecittà si Mostra, l’iniziativa culturale che dal 2011 valorizza il patrimonio storico e architettonico della famosa Fabbrica dei Sogni, consentendone l’accesso e arricchendone il contenuto tramite percorsi espositivi.
In occasione di questa ricorrenza, Cinecittà si Mostra amplia la sua offerta culturale proponendo visite speciali, attività didattiche, eventi ed esposizioni che intratterranno i visitatori per un lungo periodo.

A partire da aprile 2017, il pubblico non solo avrà l’opportunità di visitare i grandi set e gli edifici storici con le mostre allestite al loro interno - Perché Cinecittà, Girando a Cinecittà e Backstage. Un percorso didattico per Cinecittà - ma potrà partecipare a visite speciali dedicate ad alcuni luoghi degli addetti ai lavori.

I visitatori vivranno un’esperienza stimolante e partecipata: attraverso racconti, aneddoti e curiosità, potranno scoprire come nasce una scenografia dalle mani esperte degli artigiani, curiosare tra gli oggetti di un’attrezzeria scenica come in una camera delle meraviglie, entrare in un teatro di posa scoprendo i trucchi della finzione e immergersi nell’atmosfera fantastica del Cinegarden, per conoscere i segreti di un allestimento floreale per il cinema.

Il programma delle visite speciali è arricchito da attività didattiche pensate per i più piccoli e le famiglie, che vivranno l’esperienza a Cinecittà da veri protagonisti. Nello spazio del Cinebimbicittà i bambini potranno sperimentare laboratori dedicati ai mestieri del cinema, ai generi cinematografici, alla storia e ai protagonisti di Cinecittà e conoscere così la magia del cinema. Nell’area verde della mostra si alterneranno letture animate, attività ludiche e lo speciale appuntamento A tutto scambio!
Tra i viali alberati di Cinecittà, i grandi set e gli elementi scenografici, genitori e bambini insieme potranno partecipare a visite animate in famiglia pensate per creare un’occasione di condivisione e divertimento.
Per rendere la visita un’esperienza a tutto tondo, Cinecittà si Mostra propone il Cine Picnic, un picnic all’aria aperta per conciliare la passione per il cinema a quella del buon cibo, circondati dalla magia dei set e dell’enorme e misteriosa Venusia, l’elemento scenografico realizzato per il film Il Casanova di Federico Fellini. I visitatori potranno confezionare il cestino da picnic presso Il Caffè di Cinecittà in base ai propri gusti, prendere un plaid e scegliere un angolo dei 5.000 mq dell’area verde dove rilassarsi.

MOSTRE E SET
Le mostre Perché Cinecittà, Girando a Cinecittà e Backstage. Un percorso didattico per Cinecittà e i set permanenti di Roma antica, Gerusalemme e Firenze del ‘400 sono visitabili tutti i giorni (tranne il martedì).
Orari: dalle 9.30 alle 19.30 (chiusura biglietteria ore 17.30).
Le mostre sono visitabili senza prenotazione e autonomamente, senza guida.
I set permanenti sono visitabili senza prenotazione. Per la visita è necessaria la presenza di una guida interna.
Orari delle visite guidate ai set: 10.00, 11.30, 13.00, 14.30, 15.30, 17.30.

VISITE SPECIALI: I LUOGHI SCONOSCIUTI DI CINECITTÀ
Le visite speciali si terranno alle ore 11.30 e alle 15.30 nelle seguenti giornate: domenica 2 aprile, domenica 23 aprile, domenica 30 aprile, domenica 14 maggio, domenica 21 maggio e domenica 28 maggio.

CINEBIMBICITTÀ
- LABORATORI (a ciclo continuo, dalle 10.00 alle 18.00)
aprile: domenica 2, domenica 9, domenica 16, lunedì 17, domenica 23, domenica 30.
maggio: domenica 7, domenica 14, domenica 21, domenica 28.
- LETTURE ANIMATE
martedì 25 aprile e lunedì 1° maggio (ore 15.30)
domenica 7 maggio (ore 11.00 e 15.30).
- VISITE ANIMATE IN FAMIGLIA
martedì 25 aprile e lunedì 1° maggio (ore 11.30).
- A TUTTO SCAMBIO!
domenica 9 aprile e domenica 14 maggio (ore 11.00 - 13.00).
È obbligatoria la prenotazione tramite mail all’indirizzo: visit@cinecittastudios.it

CINE PICNIC
Ogni domenica, dalle 12.00 alle 14.30, presso Il Caffè di Cinecittà.
Il contenuto del cestino è personalizzabile in base ai gusti di ogni visitatore che può scegliere tra un’ampia selezione di cibi e bevande da gustare in compagnia nell’area verde della mostra.


 

LA STORIA DI CINECITTÀ

ROMA. – Il taglio del nastro avvenne il 28 aprile del 1937 alla presenza di Benito Mussolini e dell’allora direttore dell’Istituto Luce, Giacomo Paolucci di Calboli. Ma la storia degli stabilimenti di Cinecittà viene da più lontano e ha le sue radici nella gloriosa vicenda della casa di produzione Cines e nella passione di Luigi Freddi, direttore generale della cinematografia fascista dal 1934.
Gli 80 anni di Cinecittà sono un mito che è ormai diventato un brand di risonanza mondiale, tanto che i detentori del marchio hanno poco a poco rinunciato a far valere i propri diritti ai danni di un negozio di moda a Tokyo o di una pizzeria cinese.
La parola Cinecittà fa parte da più di 50 anni di un lessico mondiale che evoca grande cinema, professionalità da Oscar, emozioni felliniane, kolossal americani, insomma l’idea stessa del grande schermo; certo in modo diverso da Hollywood, ma con la stessa suggestione e una originale potenza.


Quando Luigi Freddi cominciò a coltivare l’idea degli Studios nazionali il regime fascista aveva già messo a punto da tempo la macchina del consenso mediatico sfruttando al meglio la qualità tecnica di operatori e montatori nella propaganda di regime dei cinegiornali Luce.
Forte di una tradizione collaudata nel campo del cinema narrativo (quella italiana era stata la prima e più fiorente industria audiovisiva mondiale fin dall’inizio del secolo), il fascismo non chiede a registi e sceneggiatori la stessa magniloquente celebrazione del regime che appartiene invece al cinema tedesco; Mussolini chiede al cinema di intrattenere, divertire, suscitare emozioni e semmai orgoglio nazionale.
Era in fondo il modello trasformato in potente macchina del consenso del cinema americano e un viaggio oltre oceano convinse Freddi che in questo modo l’impresa privata dei produttori italiani poteva beneficiare di un sostegno pubblico in grado di incanalare popolarità e modelli affini alla cultura fascista.


Fu così che la società “Cinecittà” vide la luce due anni prima degli Studi sulla via Tuscolana, già nel 1935, per rivitalizzare gli stabilimenti della gloriosa Cines che al cinema aveva dato il primo film nazionale con Filoteo Albertini, il primo kolossal (“Quo Vadis?”, 1913), il primo film sonoro (“La canzone dell’amore”, 1930) e un’intensa produzione documentaristica in linea col fascismo e la collaborazione dei migliori registi dell’epoca.
Gli stabilimenti della Cines bruciarono però nel 1935 (probabilmente per un atto doloso) e la Direzione Generale per la Cinematografia di Freddi decise di intervenire impegnando capitali pubblici a fianco dei privati per una nuova e ben più moderna “cittadella del cinema” proprio di fronte all’appena nato Centro Sperimentale di Cinematografia.


Fu una corsa contro il tempo ma tra la posa della prima pietra (il 30 gennaio 1936 sul progetto dell’architetto Gino Peressutti) e l’inaugurazione solenne passarono appena 15 mesi. Tre anni dopo Cinecittà era interamente pubblica e per il fascismo divenne la fucina dei talenti e una inimitabile scuola di arti e mestieri nell’arte più moderna del secolo.


Le storie degli Studi riempiono interi volumi: dalla stagione dei “telefoni bianchi” che allena squadre formidabili di professionisti e tiene a battesimo anche i migliori talenti del futuro neorealismo (Rossellini e De Sica si formano qui) ai rastrellamenti nazisti che, nella Roma occupata, fanno dei teatri di posa dei veri campi di concentramento e poi l’ultimo gioiello da razziare prima della ritirata verso la Linea Gotica.
La rinascita post bellica si deve certamente ai capitali americani immessi in Italia con l’apporto del Piano Marshall, ma anche alla rinomata eccellenza di carpentieri, scenografi, costumisti, tecnici che l’Italia è in grado di offrire ai “liberatori”: si realizza così, paradossalmente, il sogno di Luigi Freddi, fin dal “Principe delle volpi” con Orson Welles prodotto in Italia dalla 20th Century Fox nel 1948.


Ma le grandi produzioni targate Cinecittà come il nuovo “Quo Vadis?” con Robert Taylor (1951), “Ben Hur” con Charlton Heston (1959), “Cleopatra” con Liz Taylor (1963) ebbero soprattutto il pregio di risvegliare un cinema di genere tutto italiano, realizzato in economia e traboccante di idee nel segno dell’arte di arrangiarsi che furono l’autentico polmone economico con cui la produzione nazionale seppe rilanciarsi.


E’ la Cinecittà a cui rende omaggio Fellini soprattutto in “Roma”, ma che Ettore Scola rievoca in “C’eravamo tanto amati”, fino a un lento declino che diventa vera crisi nel cuore degli anni ’80, una stagione ancora una volta mestamente ricordata da Fellini in “Ginger e Fred”.
Ancora oggi Cinecittà trasmette l’idea di una “grande incompiuta”, fin dal suo portale che riecheggia le linee dell’architettura razionalista e futurista ma sembra appoggiato sul nulla, nonostante l’elegante restauro di pochi anni fa; a percorrerne i lunghi viali si annusa un’idea di non finito o di memoria del passato lentamente catturata da piante e sterpaglie.


I segni della gloria sono ancora presenti, basti pensare che qui sono ancora visibili le costruzioni di “Gangs of New York”, che qui ha il suo laboratorio il pluripremiato Dante Ferretti, che negli studi si è parcheggiata per anni la produzione del kolossal televisivo “Rome”.
(Di Giorgio Gosetti/ANSA)