Domenica 23 Luglio 2017
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Un futuro nel cinema e nel teatro

 

Post diploma: a lezione da Baraldi

 

 Un futuro nel cinema e nel teatro

 Successo del nuovo corso regionale per diventare «Tecnico di allestimento scenico»

DI LISA OPPICI

 

Aria di cinema nell’Aula Magna del Liceo artistico Toschi. In cattedra Lorenzo Baraldi, grande scenografo parmigiano con un curriculum che parla da solo.

Davanti a lui una ventina di ragazzi provenienti da tutta la regione (da Parma a Modena, da Bologna a Ravenna), impegnati nel primo modulo del corso Ifts per «Tecnico di allestmento scenico per cinema e teatro»: uno dei percorsi di Istruzione e fomazione tecnica superiore (Ifts) finanziati dalla Regione Emilia Romagna attraverso il Fondo sociale europeo.
Ampia la rete di soggetti coinvolti nel corso, completamente gratuito e coordinato dall’ente di formazione accreditato Forma Futuro: al Liceo Toschi si affiancano l’Ipsia, la Fondazione Teatro Regio, l’Associazione Italiana Scenografi Costumisti Arredatori, diversi teatri (Teatro Due, Teatro Lenz, Teatro al Parco), l’Università e numerose altre realtà pubbliche e private.

 

 

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UN PERCORSO ALTERNATIVO

«Ci sono ragazzi con provenienze diverse, alcuni sono anche nostri ex studenti: il bando era rivolto a persone con diploma di scuola superiore, occupate o inoccupate», spiega Marco Bennicelli, insegnante del Toschi, che nel corso svolge funzioni di tutoraggio e coordinamento. «Noi - aggiunge - l’abbiamo ideato e costruito pensando ai ragazzi che escono da scuola, come alternativa al percorso universitario o accademico, visto che nel cinema e nel teatro tendono sempre più a mancare figure tecniche importantissime come gli artigiani».

Nel complesso 88 le domande di iscrizione: «Alla fine abbiamo selezionato 21 persone - osserva Bennicelli -. Il programma, iniziato il 23 novembre, si compone di un’ampia serie di contenuti specifici per teatro e cinema. In tutto sono 800 ore: 560 di teoria e pratica e 240 di stage in realtà del settore; è prevista anche un’attività di laboratorio, che svolgeremo al Teatro Regio.

DI LISA OPPICI

 

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RAGAZZI SODDISFATTI

Lorenzo Baraldi cura la parte di scenografia e scenotecnica per il cinema, più avanti sarà invece Antonio Ma- stromattei a occuparsi di scenografia e scenotecnica per il teatro».

Cosa pensano i ragazzi di questi primi giorni? L’impressione generale è molto positiva. Strappiamo alcuni di loro al tavolo di lavoro - fra bozzetti e modellini - per una breve chiacchierata: sono Peter Filippetti, Ilaria Barbieri, Michele Squeri, Maria José Golinelli e Irene Scardavilli. Qualcuno già lavora, la maggior parte spera di trovare qui buone credenziali per una professione nel cinema o nel teatro. «Il bello - osservano - è che gli insegnanti sono professionisti del settore, con un’esperienza diretta importante: questo è senz’altro un grande valore aggiunto per il corso».

Un corso, dicono, che «dà uno sguardo sul cinema del passato, un cinema perduto che in Italia si sta rimettendo in moto: dopo averlo insegnato in tutto il mondo noi siamo rimasti indietro, e ora gli artigiani scarseggiano. Ci sono i grandi scenografi, ma le «manovalanze» non ci sono più: spesso per questi lavori le produzioni si rivolgono all’estero». L’obiettivo dunque è far sì che, anche grazie a loro, riacquisti vigore e trovi nuova linfa la grande tradizione artigianale italiana. Loro, i ragazzi, ci credono: «Se c’è effettivamente un vuoto - affermano - si potrebbe trovare lo spazio per riempirlo», magari anche mettendosi insieme e diventando imprenditori di se stessi.

Per ora le basi sembrano buone: «Si è creato un bel gruppo», osservano, sottolineando anche «la bella accoglienza da parte dei negozianti qui intorno: anche questo è importante». 

 

Baraldi-lezioneLO SCENOGRAFO PARMIGIANO

Il grande prof: «Un lavoro di fatica, impegno e sacrificio»

 

Il prof non ha certo bisogno di presentazioni. Sono i suoi lavori a parlare per lui: da «Amici miei» a «Un borghese piccolo piccolo», da «Nudo di donna» a «Il postino».

Lorenzo Baraldi, scenografo parmigiano allievo del Toschi («ne ho un ricordo bellissimo»), una miriade di film con alcuni dei nostri più grandi registi e attori, 16 dei quali con Mario Monicelli («Mi ha insegnato tutto: la trasparenza, l’onestà, il rigore, la decisione»), si è buttato con entusiasmo in questo progetto, attraverso il quale cerca di trasmettere ai ragazzi tutta la passione ma anche la fatica di un mestiere. «Finora abbiamo lavorato dieci giorni per 7 ore al giorno: ho cercato di far capire loro che il lavoro del cinema è anche fatica, impegno, sacrificio.

 

 

Non è una passeggiata», spiega Baraldi, che aggiunge: «Con il mio assistente Mario Tasciotti li seguiamo molto». Ottima, per Baraldi, la scelta di puntare alla preparazione di tecnici: «Perché gli artigiani non abbondano, tutt’altro. Molti sono anziani, e non c’è ricambio generazionale. In realtà devo dire che i giovani conoscono pochissimo questi mestieri, anche perché nessuno gliene parla. Nel cinema non ci sono solo scenografie e costumi, ma una marea di altri lavori: dai pittori ai falegnami, dai decoratori a tutte le attività legate al vetroresina. C’è un bisogno assoluto di queste figure, che sono a tutti gli effetti co-autori: lo scenografo fa il disegno, ma per realizzarlo si affida a loro.

Ed è importante sottolineare che le opportunità di lavoro non si limitano al cinema o al teatro: basti pensare alla moda, dove non c’è più la semplice passerella ma ogni sfilata ha una sua scenografia».

I ragazzi del corso («i miei aiuti scenografi») sono stati messi subito all’opera: «Ho sottoposto loro un copione, un lavoro che avevo fatto io. Gliel’ho fatto mandare per e-mail e poi gliene abbiamo dato una versione cartacea: l’abbiamo letto, ne abbiamo parlato e ci siamo confrontati. Poi hanno iniziato a lavorare: ciascuno ha scelto una scena e ora prova a realizzarla, facendo tutto: dal disegno architettonico al modellino e a piccoli bozzetti. Come stanno andando? Sono contento, stanno lavorando molto bene»

Articolo completo Gazzetta di Parma PDF

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